E un vecchio fienile diventa studio per chi ama la musica
Andrea Albicini ha dato vita a Savoniero ad una vera sala di registrazione «Ho realizzato un sogno». Laboratorio del suono e riferimento per tante band
PALAGANO
«Quando a 12 anni ho messo per la prima volta le mani su un mixer sono impazzito: dovevo capire come funzionava e che effetto faceva ogni pomello, ogni leva di quella serie in cui mi ci si perdevano gli occhi». Colpo di fulmine fu, e colpo di fulmine resta per Andrea Albicini l'incontro col suono, vedi il maxi tatuaggio dello strip-channel del mixer che si è fatto fare sulla schiena dall'amico Magnus. Il 29enne di Savoniero ne è tuttora tanto innamorato da aver creato a casa sua, tra un vecchio fienile e altri spazi di campagna, un piccolo studio di registrazione che sforna gioiellini. L'ultimo è la canzone “Dormi” incisa per l'amico frassinorese Marco Marcolini, che ha debuttato on air il 6 marzo su London One Radio. Prima sono stati sfornati qui i brani di The Skandals (“Raccolta differenziata”, uscito a dicembre dopo 200 ore di produzione), Daniele Bettuzzi (“Den”) e Collectin' Sparks (dove lui anche suona il basso). Ma qui scorrono anche infinite ore di lezione, o meglio di educazione al suono, di un bel gruppetto di ragazzi di 16-20 anni «che stanno crescendo come mostri - nota - imparando tutta la sterminata differenza che c'è tra il sentire e l'ascoltare».
Il Savoniero Studio SoundLab è stato costruito con i suoi sacrifici, e oltre a rappresentare un punto di riferimento per i giovani della montagna che fanno sogni di rock and roll, e non solo, è una delle realtà più intriganti della zona. «Un laboratorio del suono», come lo definisce lui, legato a doppio filo al suo creatore, di cui è diretta emanazione. Tutto comincia nel 2010 quando Alby, come lo chiamano tutti, diventa ingegnere del suono all'Accademia Nazionale del Cinema di Bologna, facendo tesoro delle lezioni di Alessandro Scala (fonico di Ramazzotti, Vasco, Zucchero, Matia Bazar, Mannoia e Jovanotti) e Luciano Serena (Bocelli e Paolo Conte), nonché delle nozioni sul campo apprese da Beppe Acito, Renzo e Frank Longagnani, Mone Bonfatti e Paolo Gianoli. Approfittando di una ristrutturazione, a casa ha ricavato passo dopo passo il quartier generale diventato operativo da cinque anni con sala prove, sala batterie (connesse con cavo digitale a 48 canali), isobox per gli amplificatori e tutto il necessario per “catturare” il suono. Ma anche per ascoltarlo, attraverso lo studio monitor (le due grandi casse centrali) che svelano tutti i segreti delle incisioni, con sfumature impensabili. «Ancora oggi scopro dei suoni nuovi in Idioteque dei Radiohead: è un continuo immergersi nel suono» nota lui. E pensare che la sua passione melodica cominciò da una sfortuna: «Da ragazzino pensavo solo al pallone, ma a 12 anni mi ruppi un braccio. Non potendo giocare, ho iniziato a darmi alla musica». Lezioni di canto alla Scuola di musica di Palagano, di chitarra elettrica a Polinago, basso appreso da autodidatta... E da qui frontman di una band giovanile, gli Still Water (con 200 concerti in 14 anni), basso per i Collectin' Sparks, chitarra elettrica in una nuova band da lui fondata (“Alby e le sue Pare Mentali”). Quindi insegnante per giovani nello studio gioiellino, che ha anche il suo canale YouTube: «L'idea mi è venuta pensando ad amici che avevano dovuto smettere di suonare la batteria perché davano fastidio al condominio. Ho pensato: perché non fare qualcosa in montagna, dove non si corre il rischio di disturbare il vicino? Ma non avrei mai fatto nulla senza mamma Livia e papà Carlo, che mi hanno lasciato libero di inseguire la mia passione. E mia moglie Alla, che mi sostiene in ogni istante». —
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