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Piante e fiori per le api nella zona Capanna ma l’idea viene bocciata

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Tutti a parole riconoscono l'importanza delle api e di una loro reintroduzione sul territorio per tutelare la biodiversità. Ma nella pratica nessuno fa niente per favorire il ripopolamento anche dove non costerebbe nulla. L'amara constatazione è stata fatta nello scorso Consiglio comunale dal presidente Gian Paolo Cintori, promotore l'anno scorso di un interessante convegno a Pavullo dove fior di esperti avevano spiegato l'urgenza di attivarsi per creare contesti idonei al ripopolamento, soprattutto in Appennino dove c'è abbondanza di campi. «Dopo il convegno ho cercato e ricercato agricoltori interessati a piantare essenze mellifere per favorire il ritorno delle api, ho sollecitato le associazioni di categoria perché sensibilizzassero associati con campi abbandonati: niente, ho riscontrato disinteresse totale – ha sottolineato – ma io questo progetto ce l'ho nel cuore e continuerò a crederci». L'occasione per parlare di api era stata la mozione in cui Davide Venturelli (Gruppo Misto) chiedeva di piantare essenze mellifere all'ingresso del paese, nella zona della Capanna, intorno alla scritta di benvenuto realizzata con piante di bosso. È stata respinta a maggioranza (favorevole tutta l'opposizione) «perché quell'area rientra nel progetto di riqualificazione del Parco Ducale – ha sottolineato il sindaco Luciano Biolchini – e dobbiamo attenerci alle indicazioni dell'Università di Firenze e della consulta dell'Ambiente. Andrebbe valutata anche la possibile pericolosità delle api vicino a strade e case». «Credo che la pericolosità sarebbe minima – ha ribattuto Venturelli – e se c'è un piano, si potrebbe fare intanto una sperimentazione annuale per vedere come va». —

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