Trasferirsi a Novi? L’idea dei benefit piace
Il sindaco Diacci: «Diverse decine le domande per trasferirsi e godere dei contributi fino a 7500 euro in due anni e mezzo»
novi
Centinaia di telefonate, decine di manifestazioni di interesse per la proposta del contributo a fondo perduto che il Comune offre per i primi 30 mesi a chi si trasferisce in paese e viene a vivere nel territorio al confine con il Mantovano. E in più già due famiglie con figli che hanno avviato le pratiche per avere il contributo, già pronte a venire ad abitare a Novi.
L’idea della giunta Diacci da due mesi è diventata realtà, offrendo a chi trasloca un contributo per trenta mesi, che va da 100 a 250 euro al mese, per un massimo ammesso di 7.500 euro in due anni e mezzo.
Una proposta che non ha lasciato insensibili tutti coloro che vivono nelle vicinanze e che sono interessati a un trasferimento. «Al momento sono arrivate diverse richieste, ma siamo solo alle prime battute - mette le mani avanti il sindaco Enrico Diacci - È comprensibile, solo in questi giorni diventano operative le scadenze previste per l’ammissione delle domande, le cerificazioni Isee necessarie per documentare le richieste. Vedremo come andrà, noi ci siamo mossi con cautela in una direzione che è abbastanza nuova per i nostri territori. Certo che non potevamo restare inerti a osservare il continuo spopolamento di Novi, che si è aggravato ancora di più dopo il terremoto».
Il continuo calo demografico innesca reazioni a catena. Calano le classi nelle scuole e negli asili, chiudono le attività di servizio e del commercio, peggiorando così la corsa verso il basso di un centro come Novi che negli ultimi anni è passato da 12 mila a 10 mila persone. La necessità di cercare strade nuove per invertire la tendenza allo spopolamento ha anche una ragione molto precisa. Tra le 800 domande di contributi per la ricostruzione ce ne sono alcune centinaia che si riferiscono ad appartamenti prima affittati e ora desolatamente vuoti.
Peggio: i contributi per la ricostruzione sono stati vincolati al mantenimento dell’affitto. Di qui l’ansia dei proprietari, che spesso hanno solo quei locali come proprietà immobiliare, e che non vogliono avere problemi per un’eventuale restituzione, soprattutto adesso che ci sono a disposizione appartamenti nuovi e funzionali.
Un censimento attendibile sul numero esatto degli appartamenti disponibili non esiste. Il sindaco Diacci ha fatto una riunione le agenzie immobiliari della zona per spiegare i termini dell’offerta pubblica. «Vorrei sottolineare che la nostra proposta - dice - si affianca ma non sostituisce quella che riguarda tutti i centri dell’Unione terre d’Argine e che vede i Comuni come garanti per gli affitti a prezzo concordato. Quando abbiamo lanciato l’idea la scorsa estate abbiamo raccolto idee e pareri e siamo passati in autunno alla delibera e poi al bando.
I criteri erano precisi, e su questo abbiamo visto che non ci sono equivoci. Lo stesso Isee permette di valutare la capacità economica di chi chiede il contributo in maniera da calibrare l’erogazione dei fondi. Penso che una valutazione definitiva potremo farla nei prossimi due mesi quando tireremo le fila del progetto. Non escludo che potranno esserci anche novità, con fondi maggiori. Faremo il possibile per rendere interessante un trasferimento a Novi; a fianco di un’alta qualità della vita e dei servizi pubblici, un affitto più basso potrebbe essere un incentivo interessante».
Come quello per gli studenti che frequentano le scuole superiori a Modena o in altri centri: è previsto un contributo del 50% sul costo dell’abbonamento annuale. —
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