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Cittanova, le famiglie pagano e si riparte

Luca Gardinale
Cittanova, le famiglie pagano e si riparte

Copriranno parte dei debiti della cooperativa: circa diecimila euro a testa. Il cantiere sarà portato a termine in due mesi

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Forse non sarà la miglior soluzione possibile, ma di certo è la… meno peggiore, almeno per come si erano messe le cose.

Perché nello stallo generale causato dall’emergenza Coronavirus, qualche segnale positivo viene da Cittanova, dove da un anno dodici famiglie modenesi sono in attesa delle loro case, mentre il cantiere per la palazzina di via Pannunzio si è fermato poco prima di arrivare alla fine. È la complessa storia di uno degli ultimi comparti Peep di Modena, che da alcuni mesi ha visto arenarsi il cantiere a causa delle difficoltà economiche della cooperativa San Matteo (presieduta dall’ex consigliere del Pd Maurizio Dori), sulla quale pende anche un’ipoteca legata a un appalto della coop a Ravenna. Un duro colpo per le famiglie promissarie, alcune delle quali hanno dovuto trovare un alloggio in affitto o andare dai parenti in attesa che la situazione si sblocchi, mentre altri avevano acquistato per i figli un appartamento che ancora non c’è. Ma qualcosa, negli ultimi giorni, si è mosso, e la soluzione ora sembra vicina: in sostanza, i soci della cooperativa (dunque le stesse famiglie) si impegneranno a saldare una parte della cifra richiesta dal costruttore - che inizialmente aveva rivendicato il pagamento di 360mila euro tra arretrati e maggiori costi da parte della San Matteo, anche se poi la cifra è stata ridimensionata - il quale riprenderà dunque i lavori per la palazzina di Cittanova, con l’obiettivo di portarli a termine nel giro di 30-45 giorni. In questo modo, si bypasserebbe la cooperativa e i suoi problemi, e le famiglie, seppur con un importante sforzo economico (che potrebbe attestarsi attorno ai 10mila euro a testa, anche se gli appartamenti sono di diversa metratura, e di conseguenza anche le cifre saranno diverse), riuscirebbero a raggiungere il risultato più importante, ovvero entrare in casa in tempi ragionevoli.

Le famiglie, sostenute dagli avvocati modenesi Elena Lolli ed Enrico Cerutti, avevano preso in considerazione anche altre opzioni, ma quella di far riprendere al più presto i lavori e alla stessa ditta, la Whitec di Frosinone, sembra la più accettabile nel rapporto spesa-tempo.

Un segnale di apertura dall’impresa laziale era arrivato già la settimana scorsa, quando la Whitec ha concesso ad un perito indicato dai soci di entrare nel cantiere per constatare lo stato di avanzamento dei lavori: in sostanza, nella palazzina bianca di via Pannunzio, oggi mancano ancora i balconi, le finiture e alcune opere accessorie.

L’obiettivo, ora, è arrivare a chiudere al più presto - anche perché sulla ripresa dei lavori pesa l’emergenza nazionale per l’epidemia di Coronavirus - per avere le case pronte nel giro di qualche mese. —



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