Impiegata ipovedente aspetta la corriera che però non passa
MIRANDOLA
«Ha aspettato e aspettato ma la corriera non è passata». È la denuncia di Antonio di Francescantonio che nei giorni scorsi ha dovuto soccorrere la figlia ipovedente Lucia che si è trovata in grave difficoltà alla stazione delle corriere di Mirandola. «Mia figlia è ipovedente e lavora presso Aimag. Tutti i giorni - racconta il padre Antonio - prende l’autobus per tornare a San Felice dove vive ma non è passato». Lucia si è recata all’autostazione come ogni giorno per prendere la corriera delle 14.50 e far ritorno a casa. Quando si è accorta che la corriera tardava ad arrivare ha subito contattato il padre che, a sua volta, ha chiamato Seta. «Mi hanno detto che andava tutto bene e che a loro non risultava nessun disguido, ma la corriera non è passata». Dopo una ventina di minuti circa, arriva un’altra corriera, non quella solita e continuano i problemi per Lucia: «Quando la corriera è arrivata all’autostazione, dove mia figlia e un’altra persona stavano aspettando, l’autista ha detto a mia figlia che dalla centrale l’avevano dirottato a Mirandola, probabilmente dopo la mia segnalazione. Sempre l’autista poi l’ha informata che si sarebbe diretto a Cavezzo». Un bel disagio per Lucia che da Cavezzo si è trovata senza alcun mezzo di trasporto disponibile. «Mia figlia si è quindi ritrovata a Cavezzo e suo marito, con tanto di permesso e tutte le precauzioni che si devono prendere in questi giorni, è dovuto andarla a prendere. Credo che cose del genere non debbano capitare, soprattutto quando ci sono di mezzo persone disabili». — S.F.
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