Era diventato luogo di degrado Stuprata una ragazza a ottobre
I problemi sono iniziati nel 2018 con anche una denuncia del Comune per le anomalie nelle gestione della coop Edificatrice Modena Casa
I problemi sulla vicenda della palazzina del cohousing di via Divisione Acqui sono iniziati nei primi mesi del 2018, quando era emersa una non chiara gestione della società Cooperativa Edificatrice Modena Casa che aveva portato il Comune anche a presentare una denuncia alla Procura, sulla base delle segnalazioni dei promissari acquirenti e delle anomalie emerse dai controlli.
Ad agosto 2018 il ministero dello Sviluppo economico aveva nominato un commissario per gestire la situazione e a gennaio 2019 il Consiglio comunale aveva dato il via libera all’unanimità alla modifica della convenzione per il progetto di cohousing di via Divisione Acqui, in modo da consentire l’avvio del percorso per arrivare alla conclusione della vicenda.
Ma i problemi riguardanti la palazzina non sono stati soltanto quelli economici e burocratici, ma anche quelli di degrado. Con l’interruzione dei lavori all’interno del cantiere nei mesi si erano concentrate attività sospette.
I residenti della zona, in particolare in frequentatori dell’adiacente area cani, avevano a più riprese denunciato come il cantiere fosse diventato oggetto di strani viavai.
Ed in effetti la Gazzetta nei mesi scorsi aveva documentato come all’interno della palazzina avessero trovato posto non soltanto senzatetto magari in cerca di un riparo di fortuna, ma anche sbandati e spacciatori.
Il cantiere infatti aveva lasciato la palazzina “aperta” e quindi facilmente accessibile. All’interno delle varie stanze, ancora senza infissi o porte, c’era chi si era ricavato piccoli rifugi, tra sporcizia e rifiuti di ogni genere.
Inoltre i residenti avevano anche denunciato atteggiamenti aggressivi da parte dei “frequentatori”.
Il caso più grave si è verificato a fine ottobre, quando una ragazza denunciò alla polizia di essere stata stuprata ne l container del cantiere.
Agli agenti aveva raccontato di di essere stata violentata da un giovane suo connazionale che durante la notte, le aveva puntato un cutter alla gola, tenendola sequestrata in un container per edilizia. Un racconto terribile che aveva trovato conferme mediche: le lesioni riscontrate in ospedale erano risultate compatibili a violenza.
Una serie di eventi che avevano allertato anche il Comune e le forze dell’ordine, che avevano aumentato i controlli nel cantiere, che si trova peraltro poco distante dalla questura. Ora, con le buone notizie per la ripartenza e conclusione dei lavori, anche il problema del degrado sarà risolto. —
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