Siccità e clima pazzo Gli agricoltori devono difendersi e temono altri danni
Le associazioni: «C’è assoluta necessità di pioggia» «Le stagioni non esistono più e le coltivazioni soffrono»
Le piogge sempre più rare, il freddo che sembra essere alle porte ed in più i disagi legati al Coronavirus. La situazione delle campagne e dunque dell’agricoltura deve continuamente essere monitorata. Nella Bassa, ma anchenella fascia pedecollinare. Interessata è ovviamente tutta la provincia modenese, in particolare quelle zone dove i campi la fanno da padroni. Ne sanno qualcosa Gianfranco Corradi, presidente di Confagricoltura, e Alberto Notari, vicepresidente di Cia Emilia Centro.
«Per quanto riguarda i seminati - dice Corradi - siamo in forte carenza di risorse idriche. Non potrebbe essere diversamente vista l’assenza di neve e più in generale di precipitazioni. A questo si aggiungono i cambiamenti climatici. Le escursioni termiche per esempio: si passa da -1 a 25 gradi. Un’anomalia bella e buona. La speranza è che ci sia una stabilizzazione del clima, ma le previsioni non sembrano darmi ragione. Dovrebbe esserci un ritorno del freddo e dell’inverno, speriamo non sia così». Si entra nello specifico, a spiegare è sempre Corradi: «Penso alle barbabietole che stanno crescendo e penso che sarebbero “bruciate” in caso di gelate. Stesso discorso per la frutta che sta buttando i primi fiori, andare sotto zero sarebbe un disastro. A prescindere dall’acqua che, comunque, è sempre presente nei nostri canali grazie al servizio Burana. Non ci si può certo lamentare, anche se la situazione delle mancate piogge resta grave». Sottolinea Alberto Notari della Cia Confederazione italiana agricoltori: «La situazione delle campagne non è così drammatica come gli anni passati. Non lo è anche perché gli agricoltori si stanno abituando all’inesorabile cambio climatico con primavere e inverni senza regole. Grazie ai consorzi di bonifica le aziende riescono a sopperire alla siccità con i pozzi. Ma siamo preoccupati. Certo che questo porta a costi aggiuntivi relativi ai lavori che servono per irrigare i campi. Per questo dico che un po’ di pioggia non farebbe male, anzi». Alle problematiche si aggiunge il Coronavirus: «Le aziende agricole stanno continuando a lavorare adottando le contromisure del caso. Certo non è facile. Lo stop delle attività dell’alimentare ha di fatto bloccato anche il mercato». Da registrare c’è il calo delle polveri sottili: «Non potrebbe essere diversamente con le restrizioni previste dalla legge. Si è sempre additato il nostro settore come fonte di produzione delle polveri sottili, ma evidentemente non è così». Notari chiude il suo intervento guardando al futuro: «Insomma, non mancano certo le preoccupazioni tra acqua che manca, stagioni che cambiano e questo maledetto virus. Ma andiamo avanti». —
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