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Il prete dei migranti in mare scrive un libro «Niente morale, uno spunto per il dialogo»

paolo seghedoni
Il prete dei migranti in mare scrive un libro «Niente morale, uno spunto per il dialogo»

Don Mattia Ferrari racconta l’esperienza sulla Mare Jonio con la missione di Mediterranea in “Pescatori di uomini”  

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la storia

paolo seghedoni

Il titolo è evocativo ed evangelico (il libro si chiama “Pescatori di uomini”), l’autore è il giovane sacerdote modenese che, poco meno di un anno fa, è stato sulla Mare Jonio con la missione di Mediterranea per salvare i migranti che dalla Libia cercano di raggiungere l’Europa e, non di rado, finiscono per annegare nel “Mare Nostrum”. Don Mattia Ferrari, insieme al giornalista di Avvenire Nello Scavo, ha mandato alle stampe con Garzanti questo libro che è uscito, ironia della sorte, proprio pochi giorni fa allo scoppio dell’emergenza Coronavirus e il cui ricavato andrà al progetto Mediterranea: «Dovevamo uscire tra novembre e dicembre – racconta don Mattia che è cappellano a Nonantola, assistente diocesano dell’Acr e impegnato con gruppi giovanili e scout – ma mentre stavamo chiudendo il libro Nello Scavo è stato messo sotto scorta e abbiamo dovuto rinviare di qualche mese».

Ma perché scrivere “Pescatori di uomini”? «L’idea – racconta il giovane sacerdote – è proprio di Nello Scavo, è stato lui già a giugno (un mese dopo la missione di aprile e maggio) a dirmi che sarebbe stato importante scrivere un libro sulla missione e in generale su Mediterranea. Nel libro, infatti, c’è tutta la storia di Mediterranea, non solo il racconto di quei giorni in mare. C’è un incontro tra mondi, persone che vengono da realtà così diverse tra loro, la Chiesa, associazioni laiche, i centri sociali, che si sono incontrate intorno a questo sogno».

Il libro è scritto tutto a quattro mani («Ma si capisce quando scrive Nello, perché è molto più bravo di me») e i primi feedback ricevuti sono positivi: «Naturalmente in pochi lo hanno preso in libreria, è rimasto solo pochi giorni prima della chiusura forzata, e molti lo stanno leggendo in ebook. I commenti sono molteplici, come molteplice è il gruppo che compone Mediterranea. La cosa che ci fa piacere è che molti dicono che è stato centrato l’obiettivo del libro, quello della condivisione e della riflessione. Non vogliamo dare lezioni o fare la morale a nessuno, ma offrire spunti a chi è interessato a capire meglio Mediterranea e le persone che la compongono. Ci interessa sapere cosa pensa la gente, quali critiche muove anche. Questi sono temi in cui è fondamentale favorire il dialogo, proprio dove dominano slogan, ideologie e prese di posizione aprioristiche».

Don Mattia è stato anche molto criticato, non di rado da una parte del mondo cattolico, per la sua scelta: «Per quel poco che intercetto io le critiche nei miei confronti si sono calmate. Sono invece sempre abbastanza accese e feroci nei confronti di papa Francesco, questa è una costante che fatica a calare, specie sui migranti, ma anche sul clima e sull’ambiente. In generale è cambiato lo scenario e il clima è più tranquillo, ma a fronte del fatto che oggi, col coronavirus, non ci sono più navi che possono salvare nel Mediterraneo, le partenze dalla Libia ci sono e tanti annegano. Adesso non c’è proprio nessuno in mare, se non chi tenta la traversata e muore o viene riportato in Libia nel silenzio assordante. Oggi il fronte è Lesbo, ma la Libia e Lesbo sono i due fuochi di come viene trattata la migrazione, di come si violino i diritti umani e della chiusura dei confini da parte dell’Europa. Il tema centrale è sempre questo: quale mondo vogliamo costruire?». —



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