Operaio morto all’Opas ci sono tre indagati disposta l’autopsia
Ci sono tre indagati per la morte di Samuel Remel, l’operaio 40enne deceduto la scorsa settimana mentre puliva un macchinario nel macello di carne suina Opas di via Guastalla. Si tratta di legali rappresentanti delle aziende per conto delle quali l’operaio lavorava. Questo è un atto dovuto e dii garanzia.
È stato conferito, inoltre, l’incarico per lo svolgimento dell’autopsia. Sono state avviate, poi, le indagini per ricostruire la dinamica e individuare le responsabilità.
Sarà possibile compiere valutazioni maggiormente approfondite soltanto tra qualche mese.
Nel frattempo, come anticipato dalla Gazzetta, l’azienda ha iniziato una raccolta fondi per sostenere la famiglia nelle spese per il funerale e per le necessità cui dovrà far fronte per superare questo lutto.
Dopo l’infortunio di cui è rimasto vittima Remel si sono susseguiti gli scioperi davanti allo stabilimento Opas. Tante sigle sindacali hanno espresso la volontà che si faccia chiarezza sulla sua morte e sulle procedure adottate all’interno dello stabilimento per mettere in sicurezza gli operai.
Da parte sua Valerio Pozzi, direttore generale di Opas, ha sempre garantito che, pur unendosi al dolore della famiglia che deve far fronte a questo lutto, nello stabilimento valgono principi inderogabili di tutela dei lavoratori. L’infortunio mortale è stato pertanto definito una “tragica fatalità”. Dopo la sospensione della produzione all’indomani dell’infortunio e aver osservato minuti di silenzio in ricordo del 40enne, Opas ha ripreso l’attività. —
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