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Casa dei castagni non è più isolata Crepe aggiustate e strada sistemata

Daniele Montanari
Casa dei castagni non è più isolata Crepe aggiustate e strada sistemata

A Riccò le auto possono finalmente ritornare a passare I residenti: «Per adesso va bene, speriamo che tenga»

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Daniele Montanari /Serra

Non solo via Casa Chesi: in questi giorni a Serra è stato risolto anche l’altro “caso d'autunno” legato alle frane, che aveva portato anche qui i residenti in municipio a protestare.

Stiamo parlando di Riccò, e dell'emergenza che si era creata il 29 maggio 2019 nel borgo “Casa dei castagni”, situato nella parte alta della frazione in fondo a via Monte Calvario, che qui diventa la vicinale (proprietà privata ma uso pubblico) Dietro il Monte. Allora, nel tardo pomeriggio, il terreno inzuppato di pioggia iniziò a cedere in tutto il versante della montagna che insiste sul borgo, provocando strappi molto ampi (a rischio anche un palo della luce) e travolgendo, sotto a valle, la piccola strada d'accesso alle quattro case, abitate da una decina di persone. L'emergenza fu tale da portare qui vigili del fuoco, tecnici comunali e Protezione civile, che decisero di evacuare i residenti per due notti per il rischio di un collasso della montagna. L'emergenza poi rientrò, ma la strada, devastata, rimase percorribile solo a piedi costringendo i residenti a parcheggiare a 200 metri di distanza e portarsi a casa la spesa in carriola. Impossibile il transito anche per un anziano costretto sulla sedia a rotelle, che proprio per la situazione decise di rientrare in pianura.

Poi l'impossibilità di scaricare il fieno per un cavallo, e tanti agli altri disagi per i residenti che si sono sentiti abbandonati. Incluse, da luglio a ottobre, tre rotture della condotta dell'acquedotto, per la terra che comunque continuava a muoversi. Ai residenti il Comune aveva promesso lavori prima dell'inverno grazie a uno stanziamento di 40mila euro della Protezione civile. Ma per lungaggini burocratiche varie non si è riusciti a partire neanche a fine novembre, termine ultimo che ci si era dati. E così l'inverno è stato caratterizzato da molta ansia per la gente del posto, che temeva il riaccendersi del movimento e il disastro totale in caso di neve. Per fortuna però la stagione è stata mite e la terra è rimasta sostanzialmente ferma. Così da permettere nei giorni scorsi al geologo di finire le analisi (non senza qualche contrattempo nella settimana di pioggia che c'è stata a febbraio: un mezzo si è ribaltato in mezzo al campo, ma nessun ferito) e alla ditta di intervenire: nei campi le crepe sono state chiuse ed è stato messo un tubo per la raccolta acque, anche se longitudinale sul versante e non a fianco strada come volevano i residenti per avere maggiore potere di raccolta. Ma soprattutto la strada è stata sistemata con terra e ghiaia e le auto possono finalmente tornare a passare: «Per adesso va bene, speriamo che tenga - dicono i residenti guardinghi - il tempo ci dirà se le cose sono state fatte come si doveva». —

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