Ecco tre “passi” per ridare voce ai disabili
Un gruppo sperimentale che ha l’obiettivo di costruire con il giovane il suo nuovo modo di comunicare parole ed emozioni
Paolo Seghedoni
Il Charitas e Associazione Futuro insieme per dare la possibilità a persone in stato di disabilità grave di poter comunicare meglio il proprio sé, le proprie emozioni e i propri bisogni, al fine di aumentare il loro benessere, quello della loro famiglia e della comunità intera. È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo del progetto Tre Step, avviato nelle scorse settimane al Charitas, un progetto che vuole inserire a pieno regime la cosiddetta “Comunicazione Aumentativa e Alternativa” per gli ospiti della residenza. Tutto questo per sostenere in particolare le almeno otto persone su dieci tra gli ospiti che non sono in grado di utilizzare, o utilizzano in modo ridotto, il linguaggio verbale.
I destinatari dell’intervento sono inizialmente 50 ospiti dell’Asp Charitas, che fungeranno da gruppo sperimentale della ricerca, al fine di implementare tutte le attività anche per i restanti degenti della residenza, che in totale ospita 94 persone con disabilità gravi. «La Comunicazione Aumentativa e Alternativa – sottolinea il presidente del Charitas, Mauro Rebecchi - rappresenta un’area della pratica clinica che cerca di compensare la disabilità temporanea o permanente di persone con bisogni comunicativi complessi. Utilizza tutte le competenze comunicative della persona, includendo le vocalizzazioni o il linguaggio verbale esistente, i gesti, i segni, la comunicazione con ausili e la tecnologia avanzata». Non si tratta semplicemente di applicare una tecnica riabilitativa, ma di costruire un sistema flessibile su misura per ogni persona, da promuovere in tutti i momenti e luoghi della vita poiché la comunicazione è per ognuno di noi necessaria e indispensabile, non solo nella stanza di terapia. Una risposta personalizzata, per dar modo agli utenti della residenza di comunicare meglio e, di conseguenza, aumentare la qualità della propria vita oltre che degli altri ospiti, dei familiari e del personale del Charitas. Le attività previste si suddividono, come suggerisce il nome del progetto, in tre passi. “Il primo step è quello della ricerca – riprende Rebecchi -, la costruzione di un modello di lavoro di Comunicazione Aumentativa e Alternativa mediante la valutazione, il training e la disseminazione di informazioni adeguate nel contesto del gruppo di appartenenza di cinque ospiti. Il secondo passo è quello dell’indagine sulle abilità comunicative degli ospiti e ha a che vedere con la diffusione della conoscenza tecnica nel personale. Infine l’ultimo step che comprende l’attivazione di un centro di consulenza rivolto all’esterno”. «Come Associazione Futuro abbiamo accettato molto volentieri di sostenere e finanziare questo progetto – puntualizza Pier Luigi Bancale, presidente dell’associazione che ha finanziato Tre Step e che sta seguendo l’evolversi della comunicazione aumentativa e alternativa –. Un progetto che si propone di dare la possibilità a persone in stato di disabilità grave o gravissima di poter comunicare meglio il proprio sé, le proprie emozioni e i propri bisogni, con il fine ultimo di aumentare il loro benessere e quello della loro famiglia e della comunità intera. L’Associazione Futuro – conclude Bancale – ha tra i suoi scopi proprio quello di offrire un supporto concreto ai soggetti svantaggiati per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali, familiari o di qualsiasi altro genere. La collaborazione con il Charitas è dunque per noi molto preziosa». —
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