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rivolta a sant’anna 

Garante dei detenuti è parte offesa nell’inchiesta aperta per i nove morti

; C.G.
Garante dei detenuti è parte offesa nell’inchiesta aperta per i nove morti

Palma: «Nominerò difensore e consulente medico legale Restrizioni per il virus, i carcerati faranno più telefonate»

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Il Garante nazionale dei Detenuti Mauro Palma partecipa come persona offesa alle indagini di Modena e altre Procure (Rieti e Bologna) sui decessi di detenuti avvenuti nel carcere di Modena o in altri penitenziari dove erano stati trasferiti legati alle rivolte dell’8 marzo e dei giorni successivi. E ora sta procedendo alla nomina del proprio difensore, oltre che di un proprio consulente medico legale per l'analisi degli esiti autoptici. Non solo: rivolgendosi ai carcerati ha spiegato che le misure contro il virus sono necessarie ma verranno ampliate le possibilità di telefonare ai propri cari.

Ieri Palma si è recato nell'altro carcere dove ci sono stati tre morti, quello di Rieti, e dove si sarebbero verificate dopo la rivolta presunte violenze contro le persone detenute secondo una lettera di denuncia che gli è pervenuta. E qui oltre a constatare i gravi i danni e il ripristino dei servizi centrali di luce, acqua calda e riscaldamento, ha avuto l'opportunità di esaminare i dati delle tre persone decedute (un italiano, un croato e un ecuadoregno), sulla cui morte è stata avviata un'indagine.

Il Garante nazionale dei Detenuti ha appurato le modalità secondo le quali sono state avvisate le famiglie dei deceduti.. Intanto continua lentamente a calare il numero dei detenuti negli Istituti: sono 59.132, quasi 300 meno di ieri, fa sapere il Garante che torna a chiedere «il massimo impegno sia degli istituti penitenziari sia della magistratura di sorveglianza affinché i provvedimenti, pur limitati, approvati possano essere applicati in modo estensivo». «Resta aperto il tema, per nulla toccato, di ridurre il ricorso alla custodia cautelare in carcere e di rivalutare rispetto a quelle già applicate la permanenza della necessità della misura detentiva in carcere piuttosto che nel proprio domicilio: 9.408 persone sono in attesa del primo grado di giudizio».

Non è tutto: «La situazione di quanti oggi sono detenuti in applicazione di misura cautelare (17.853) - fa notare Palma - è resa maggiormente critica dalla sospensione dei termini di durata massima della custodia cautelare, per il periodo compreso tra il 9 marzo e il 15 aprile 2020, dettata dal recente decreto-legge».

Sempre a proposito delle tensioni interne alle carceri per il timore di contagio da coronavirus, uno degli elementi scatenati della rivolta dell’8 marzo a Modena, il Garante ha chiesto di estendere le comunicazioni tra detenuti e familiari. «Le misure restrittive adottate per contenere il dilagare dell'epidemia pongono, tra le altre, anche una grande difficoltà ai detenuti perché non potranno ricevere le visite dei propri congiunti». Lo dichiara Mauro Palma che rivolge un appello alla popolazione detenuta: «Mi rivolgo a voi detenuti per dirvi che capisco la vostra contrarietà, ma vi assicuro che si stanno ampliando tutte le possibilità di comunicazione con i vostri cari, anche dotando gli istituti di telefoni cellulari disponibili, oltre che di mezzi per la comunicazione video». «Tutti noi garanti, nazionale e locali, controlleremo che queste possibilità siano effettive. E siamo disponibili a spiegare negli istituti che questa situazione è una necessità per difendere la salute vostra, quella dei vostri cari e di chi in carcere lavora». —

C.G.

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