Gazzetta di Modena

Modena

Il mercato del mattone in città è fermo

Andrea Neri

Le zone più richieste il quartiere Parco e dei musicisti tra Circonvallazione Sud e via San Prospero. Non si costruisce

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Nella capitale della piastrella il mercato del mattone fatica a smuoversi. Questo sembra, semplificando, il bilancio che le agenzie immobiliari sassolesi fanno dell’andamento del settore. Le zone più richieste sono quella dei musicisti fra Circonvallazione Sud e via San Prospero e il quartiere Parco, ma per ragioni economiche tanti finiscono per ripiegare in aree meno qualificate come Madonna di Sotto, Ancora o Braida.

In città il prezzo del nuovo, sopra la media nazionale, si aggira fra i 2000 e i 2800 euro per metro quadrato. «Non è un dato particolarmente rilevante - commenta Stefano Felicani dell’agenzia immobiliare San Giorgio - visto che a Sassuolo di nuovo non c’è praticamente nulla». È della stessa opinione anche Giovanni Barbari, dell’agenzia DueElle, e si tratta in effetti di una rilevazione in linea con la situazione italiana, dove solo il 9% degli edifici ha meno di trent’anni. Il mercato dell’usato è per sua natura molto più variegato ovviamente, e i suoi prezzi variano in base allo stato degli immobili. «Bisogna però dire che chi vuole acquistare tende a voler spendere cifre basse, talvolta anche irragionevolmente basse - continua Giovanni Barbari - sobbarcarsi costi di ristrutturazione è un’opzione che spesso non viene nemmeno presa in considerazione». Gli fa eco un’agenzia che lapidariamente dichiara: «Tutti quanti vogliono spendere poco...». Ci sono buone notizie sul tasso di interesse dei mutui che, mediamente più bassi rispetto agli anni scorsi, si attesta su un 2%. Anche su quelli però, non mancano le difficoltà: la maggior parte delle famiglie in cerca di un’immobile da acquistare chiedono mutui a copertura totale. «È un tipo di impegno che la banca difficilmente si prenderà, a meno che le famiglie di origine non facciano da garante. Di solito il fattore determinante è quello, anche perché in tanti hanno già altri prestiti accesi, magari solo uno dei due lavora e quindi la banca non accetta la richiesta...».

Una coppia di trentenni sassolesi nell’ideale situazione di avere entrambi un posto fisso e un reddito famigliare nella media provinciale (46mila euro l’anno) che decidano di acquistare una casa nella fascia di prezzo più richiesta sul territorio (120mila euro) si troverebbero a dover investire fra il quindici e il venti per cento delle loro entrate mensili (6-700 euro) nella rata di un mutuo ventennale. Il problema principale però, pare essere la completa discordanza fra la domanda e l’offerta immobiliare della città. «Tutti i proprietari vogliono vendere, ma pochissimi sono disposti ad acquistare. In tanti cercano una casa in affitto, ma nessuno gliela vuole affittare», sostengono gli operatori. È della stessa opinione anche l’agenzia San Giorgio, che riporta un generale malcontento di chi ha affittato o sta affittando un immobile: «Il fatto è che una volta dentro, l’inquilino ha il coltello dalla parte del manico, e se ci sono screzi o incomprensioni di solito a rimetterci è il proprietario...». Tanto più che molte delle famiglie che vivono in affitto, lo fanno perché non sono riuscite ad accedere ad un mutuo e sono quindi fasce particolarmente vulnerabili della popolazione. «Anche per questo molte persone che hanno degli immobili arrivano da esperienze negative e preferiscono tenerli sfitti piuttosto che ripeterle o ricadere in pratiche di sfratto, inadempienza ...», confessano alcune agenzie. —

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