«Trasparenza su quei decessi Segnalati pestaggi successivi»
L’associazione Antigone sottolinea l’importanza delle indagini sulla tragedia di Modena e chiede al Dap di verificare casi di brutalità
il caso
«È un valore per l'intera collettività che si chiariscano con la massima trasparenza i fatti che hanno portato alla morte di nove detenuti». Così l’associazione Antigone sui nove morti di Modena. Il caso resta scottante anche se la versione ufficiale (la Procura di Modena sulla scorta di cinque autopsie) resta ferma sull’overdose, come una prima testimonianza carceraria da noi raccolta. Il caso va chiarito. E vanno chiarite anche le accuse che circolano tra i familiari di alcuni detenuti picchiati, anche se estranei ai gruppi di rivoltosi e facinorosi. Scrive sempre Antigone di una «grande preoccupazione per le numerose segnalazioni di violenze e abusi che sarebbero stati perpetrati ai danni di persone detenute a noi arrivate negli ultimi giorni». E non solo per Modena. Antigone ha già presentato due esposti, uno dei quali relativo al carcere di Milano Opera. «In relazione a quest'ultimo istituto di pena - spiega l'avvocato dell'associazione, Simona Filippi - ben otto diverse persone si sono rivolte ad Antigone raccontando quanto sarebbe stato loro comunicato dai congiunti o da altri contatti interni. Le versioni riportate, le quali parlano di brutali pestaggi di massa che avrebbero coinvolto anche persone anziane e malati oncologici e che avrebbero portato a mascelle, setti nasali e braccia rotte, risultano tutte concordanti». Tali azioni violente sarebbero avvenute, riferisce Antigone, in tutte le carceri interessate, in momenti successivi alle rivolte.
«Non abbiamo alcuno strumento per accertare la veridicità o meno delle segnalazioni che ci sono pervenute, ma oggi, in cui gli istituti sono chiusi a qualsiasi occhio esterno a causa dell'emergenza coronavirus, è ancor più di fondamentale importanza che si proceda a un'indagine rapida e capace di fare chiarezza sugli eventi» dichiara il presidente Patrizio Gonnella, che chiede al Dap di «avviare subito un'indagine interna urgente che sappia dare un segnale chiaro e mai ambiguo di condanna assoluta del possibile utilizzo della violenza ai danni delle persone detenute». —
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