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Beneficenza e cultura con il circolo Artemisia

Daniele Dei

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Daniele Dei / SASSUOLO

Mille euro raccolti per sostenere il Centro anti violenza di Modena, l'Aidos donne per lo sviluppo e altre associazioni umanitarie. È la somma che è stata raccolta dal circolo culturale Artemisia di Sassuolo che lo scorso 8 marzo era riuscito, prima che dilagasse l'emergenza Coronavirus, a fare il consueto banchino con la vendita della mimosa a scopo benefico. La somma comprende, oltre all'ultima vendita benefica, anche quella dei ciclamini che era stata fatta in occasione dello spettacolo contro la violenza sulle donne andato in scena lo scorso novembre a Sassuolo. «La mimosa la confezioniamo noi – spiega Donatella Termanini, presidente di Artemisia – e il ricavo è stato suddiviso tra la nostra associazione e Udi con cui a volte collaboriamo, per circa 300 euro a testa».

Artemisia, che quest'anno festeggia sedici anni dalla sua fondazione da parte della prima presidente Bruna Pezzali, ha dovuto bloccare in questo periodo tutta la programmazione culturale di questo semestre ma è riuscita almeno a portare a termine questa raccolta fondi.

«Dopo aver venduto la mimosa in piazza Garibaldi per contribuire al funzionamento della Casa delle donne contro la violenza di Modena – prosegue Termanini – le nostre volontarie hanno dovuto cedere e, con senso civico, abbiamo dovuto rinviare all'autunno la prevista rappresentazione teatrale, restando in casa. Ci voleva un virus globale per fermare queste tenaci “ragazze” come amano chiamarsi tra loro, benché l’età non sia più quella». Al momento la sede di via della Repubblica 32, messa a disposizione dal Comune, è chiusa ma le volontarie sperano di tornare presto all'opera. «Siamo donne provenienti da varie esperienze e professionalità – racconta la presidente presentando Artemisia – che si confrontano sulle tematiche scelte per dare il loro apporto di idee e creatività e giungere a una sintesi operativa, in modo gratuito. Nell'arco degli anni abbiamo sempre promosso eventi culturali di buona qualità per affermare la dignità e i diritti della donna sia l'8 marzo che il 25 novembre, mobilitandoci in ogni occasione nazionale e locale». —



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