«Le istituzioni ci aiutino a “ripulire” il mercato online»
Il presidente dell’associazione di consumatori Marzio Govoni: «Spesso queste persone non sono in grado di distinguere le proposte “serie” dalle altre»
«Senza dubbio la prima cosa da fare è prestare molta attenzione quando ci si iscrive a un corso, in particolare nel mondo online, anche se la situazione particolarmente complessa e il tipo di utenza richiedono anche un intervento “dall’alto”». A parlare è Marzio Govoni, presidente di Federconsumatori Modena, che commenta così i numerosi casi di giovani straniere residenti in provincia che, inseguendo il sogno di un lavoro come Operatore socio sanitario, finiscono nella rete dei corsi online, salvo realizzare dopo aver pagato somme importanti che non conseguiranno il titolo di cui avrebbero bisogno. Casi che negli ultimi mesi si sono moltiplicati, anche grazie ad un mercato decisamente florido e alla proposta di corsi non sempre chiara. «A cadere in questa rete sono in gran parte persone straniere - riprende Govoni - spesso giovani donne, che non riescono a capire la differenza tra i corsi per Operatori socio sanitari “legittimi, ovvero accreditati e in grado di rilasciare i relativi attestati, e i corsi che dietro proposte vaghe finiscono per vendere a caro prezzo una serie di documenti in pdf. In genere, queste persone realizzano di aver scelto il corso sbagliato al momento di fare il tirocinio: solo loro stesse a doversi proporre alle aziende, che però a quel punto richiedono un titolo che non è stato e non sarà mai rilasciato. Così, ci troviamo davanti a decine di situazioni in cui queste persone iniziano a girare per la provincia o per la regione con un pezzo di carta che non vale nulla, chiedendo alle case di riposo e alle strutture pubbliche un posto (o anche un semplice tirocinio) che per loro non c’è». Corsi che peraltro costano parecchio: «In genere si parte da duemila euro - spiega ancora il presidente di Federconsumatori - che queste persone, spesso disoccupati o precari, spendono per avere del materiale in pdf uguale per tutti, tanto che probabilmente la cosa più costosa per questi istituti è... il dvd che viene inviato agli “studenti”». L’invito del numero uno dell’associazione di consumatori modenese, insomma, è quello di verificare bene le proposte degli istituti, in particolare quando i corsi sono online e riguardano il mondo degli Oss: «L’attenzione delle singole persone però non basta - chiude Govoni - un po’ perché sono le stesse proposte ad essere poco chiare, un po’ perché si tratta di soggetti non sempre in grado di capire la differenza tra corsi accreditati e proposte di altro tipo. Per questo, siamo convinti che serva anche un’attenzione pubblica a questo tema: come Federconsumatori cercheremo di sollecitare le istituzioni affinché vigilino su queste situazioni, cercando di “sfrondare” il mondo dei corsi online, cercando di valorizzare le scuole che organizzano corsi “seri”». —
L.G.
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