Cnh, si è dimesso Mühlhäuser In Borsa il titolo perde il 15%
John Elkann: «Tempi straordinari come questi richiedono una leadership chiara ed efficace»
Improvviso cambio della guardia in Cnh Industrial, gruppo leader nei veicoli commerciali, macchine agricole, trattori e macchine per le costruzioni. L’amministratore delegato, Hubertus Mühlhäuser si è dimesso e ha lasciato il gruppo con effetto immediato. Il cda ha chiesto alla presidente, Suzanne Heywood, di assumere anche le funzioni di amministratore delegato pro tempore, «per guidare il business attraverso l’attuale eccezionale periodo e fino a quandoil nuovo ceo definitivo sarà stato identificato».
Lo stesso cda ha nominato Oddone Incisa Chief Financial Officer al posto del dimissionario Max Chiara.
Il momento per CnhI è delicato, nel mezzo della pandemia e con un processo di spin off avviato. «Tempi straordinari – ha commentato John Elkann, presidente e ad di Exor, holding della famiglia Agnelli – richiedono una leadership chiara ed efficace come quella che, siamo certi, Suzanne Heywood porterà al suo nuovo ruolo di ceo. Come azionista principale della società, continuiamo a sostenere con forza il futuro e il successo di Cnh Industrial».
Cinquantuno anni, laurea in scienze a Oxford e dottorato a Cambridge, Suzanne Elisabeth Heywood, nata Cook, ha iniziato la carriera come funzionaria del ministero del Tesoro inglese per poi spostarsi a McKinsey, occupandosi di progettazione e strategie. È anche nel cda di The Economist e della Royal Opera House. In Inghilterra la conoscono come Lady Heywood, dal cognome del defunto marito, Sir Jeremy Heywood, consigliere di due cancellieri e tre premier, laburisti e conservatori.
Difficile valutare adesso di CnhI (29, 7 miliardi di dollari di fatturato, 64 mila dipendenti, 67 stabilimenti e 54 centri di ricerca) che però, già in sede di approvazione del bilancio 2019, chiuso con 1,5 miliardi di profitti, aveva rivisto al ribasso gli obiettivi 2020. Per ora si va avanti sul piano industriale che prevede tra le altre cose lo spin off delle attività dei veicoli commerciali Iveco e dei Motori (Fpt) con la separazione dalle produzioni di macchine per l’agricoltura, le costruzioni e i veicoli commerciali.
La separazione delle attività era prevista per i primi mesi del 2021.
Pesanti le reazioni in Piazza Affari, dove ieri il titolo CnhI è sceso a 4,8 euro, –14,95%. Mediobanca parla di «una decisione negativa e totalmente inattesa», mentre Equita sostiene che si è trattato di una «uscita a sorpresa, i cui motivi sono da chiarire». —
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