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La Val di Luce adesso piange il suo vero “sindaco” Ugo Delnista

Daniele Montanari
La Val di Luce adesso piange il suo vero “sindaco” Ugo Delnista

Si è spento a 67 anni in una clinica per una malattia Anima dell’area turistica e promotore di tante attività

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Il sole che fa un cuore nella neve, in alto vicino al crinale. Come una dichiarazione d'affetto e d'addio della sua Val di Luce, a cui ha dedicato tutta la vita. Lo hanno visto e fotografato col groppo in gola i famigliari del fiumalbino Ugo Delnista quando due settimane fa lo hanno fatto salire in macchina per portarlo nella clinica toscana dov'è morto sabato, a 67 anni. Tutti sapevano, anche lui, che era la partenza dell'ultimo viaggio, dopo due anni di sofferenze per una malattia incurabile. E quel raggio di sole che andava a creare una forma così particolare proprio mentre si partiva è sembrato il sigillo impresso dalla natura su una vita dedicata alla Valle. Agli uomini poi il cordoglio per la scomparsa di colui che dal 1978, quando arrivò al Self Service Pizzeria, ha fatto di questa incantevole angolo di crinale passato all'Abetone nel 1936, ma originariamente e geograficamente fiumalbino, la sua ragione di vita. La cronaca lo ricorderà come il fondatore dello Sci Club Val di Luce e dell'associazione Vivi la Valle dedicata alla promozione della stazione sciistica d'inverno e del suo splendido scenario verde d'estate, con tanto di mitici raduni d'auto d'epoca. Come il gestore della pizzeria appunto, caloroso cuore del posto con quel gigantesco camino che non si dimentica. Ma anche come anima, assieme ai famigliari (la moglie Silvana e i figli Diego e Anita) del maestoso hotel “I Pionieri”, altro crocevia d'accoglienza. Sarà ricordato anche come l'amministratore di una trentina di condomini tra Val di Luce, Abetone e Fiumalbo, e titolare di un'agenzia immobiliare che ha seguito, tra affitti e vendite, qualcosa come un migliaio di appartamenti, in questo angolo calamita di turismo che di per sé ha una popolazione di 6-7 persone. Tutto vero. Ma prima di tutto Ugo resterà l'eterno innamorato della Valle, il suo “sindaco” perenne, per il cui bene riusciva a mettere assieme la gente (addirittura due Comuni e due Province nel 2015 per l'asfaltatura della strada), e per cui sognava un grande Consorzio che gestisse spalata neve, manutenzione di strada e verde, fino alla raccolta rifiuti, allargandolo magari al resto del crinale. È morto con questa incompiuta: ci ha lavorato fino a dieci giorni dalla morte, con l'energia che ancora rimaneva a questo omone alto e coi baffi. «Lo porterò a compimento io questo Consorzio: è una cosa che devo al babbo» sottolinea Diego, da dieci anni al timone del Pionieri. «Questa sua visione di una Val di Luce unita tra operatori e proprietari d'appartamenti deve essere il nostro obiettivo» ribadisce Andrea Formento, direttore del consorzio sciistico locale, ricordando «una persona con cui ho avuto confronti anche aspri, ma alla fine sempre così speciale: 365 giorni all'anno qui, se avevi bisogno di qualcosa, bastava suonare al campanello di Ugo».

«Quando s'arrabbiava c'era da farsi il segno della croce – nota l'assessore fiumalbino Gabriele Nizzi – poi dopo la sfuriata ti chiamava a bere: “Ven giò che bevema!” diceva in fiumalbino. E passava tutto». «Vulcanico, visionario, eclettico: Ugo credeva in uno sviluppo organico del crinale senza personalismi – osserva il sindaco Alessio Nizzi – era una coscienza critica e un pungolo costante per i sindaci. Lascia un vuoto enorme». —

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