«Prima treno e poi nave: un’odissea durata 44 ore»
“Mi chiamo Camilla e fino a pochi giorni fa mi trovavo ad Alicante, per ragioni di studio legate al progetto Erasmus. Avevo deciso di rimanere in Spagna, poiché la situazione era ancora tranquilla rispetto al virus e, forse, perché io stessa sottovalutavo la situazione: ne ho compreso la gravità solo dopo che a Modena sono esplosi i casi. Ho iniziato ad evitare luoghi affollati o mezzi pubblici, ma l’università era aperta e io ero obbligata ad andarvi”. La ragazza modenese che frequenta l’Alma Mater di Bologna racconta poi il suo viaggio per rientrare a Modena dopo 44 ore di odissea. “Il volo annunciato da Madrid dalla Farnesina poi non c’è ancora stato e le uniche modalità per fare rientro erano via mare o via terra. Tra una lacrima e l’altra ho fatto le valigie e ho preso l’ultimo treno per Barcellona, dove era stata prevista una nave per rientro a Civitavecchia. All’imbarco non mi è stata controllata nemmeno la temperatura. E anche a bordo nessuna norma prevista e risposte non univoche dalle autorità”. —
S.L.
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