Gazzetta di Modena

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Sisma, i Comuni bravi all’ultima pratica

F.D.

Camposanto è in testa seguito da Campogalliano, Nonantola, San Possidonio e Concordia. Male San Felice, Novi e Carpi

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Cantieri in gran parte deserti, staff dei professionisti ai minimi termini anche perché qualcuno è in quarantena, uffici comunali a regime ridotto per le difficoltà di consultare le banche dati o i documenti cartacei attraverso lo smart working. Tutti elementi che hanno portato il commissario alla ricostruzione, Stefano Bonaccini, a prorogare le scadenze previste per la consegna di documenti e validazione o bocciatura delle pratiche dei cantieri privati. L’emergenza Coronavirus si fa valere anche di fronte al terremoto, garantendo paradossalmente un po’ di ossigeno a chi era in agonia lavorativa e non avrebbe mai potuto rispettare le scadenze di fine marzo.

Perché l’analisi delle pratiche in istruttoria negli uffici Mude comunali svela situazioni complesse, che negli ultimi mesi non hanno accennato a trovare soluzioni. Chi era in difficoltà prima dell’imposizione della dead line lo è rimasto, e sono pochi gli esempi virtuosi dell’ultimo periodo.

Ultimo metro

Erano in diversi gli uffici Mude pronti a festeggiare l’ultima pratica validata, anche se tutti concordano nell’individuarla come la più complessa. A San Prospero ne mancano 8, Concordia e San Possidonio sono all’analisi delle restanti 4, mentre tre sono quelle in giacenza a Campogalliano e due a Nonantola. La citazione conclusiva se la merita Camposanto che davvero sta elaborando l’ultimo procedimento, il quale porterà il Comune amministrato da Monja Zaniboni a sfondare quota 60 milioni di euro di contributi emessi a fronte di 170 cambiali validate e 135 cantieri già chiusi con contributo liquidato al 100%. Un dato che aiuta anche a leggere la complessa situazione di Novi dove, al 31 ottobre (ultimo dato pubblicato sul sito) erano 804 i Mude a fronte di oltre 224 milioni di contributi concessi.

le pecore nere

Novi, San Felice e Carpi: è il podio dei peggiori. Lo erano già nell’ultimo rendiconto e qualcosa continua a non funzionare nonostante le sollecitazioni e gli impegni anche degli apparati politici che tentano di sollecitare la parte tecnica. A Novi, ad esempio, sono 118 le pratiche ancora in istruttoria e il sindaco Enrico Diacci è sempre stato in prima linea per evidenziare le difficoltà di gestione dei complessi incartamenti burocratici. A San Felice restano 82 i Mude in attesa di risposta dall’ufficio Ricostruzione, e sono 57 quelli in analisi a Carpi.

A METà STRADA

Chi si trovava in dirittura d’arrivo avrà un po’ più di margine per riflettere attentamente sui documenti presentati dai tecnici privati. Cavezzo (25 pratiche), Finale (23), Bomporto (17), Medolla, Ravarino e Soliera (12) avranno tempo per regolarizzarsi anche se sul tavolo di addetti comunali e somministrati del sisma rimangono le pratiche più complesse.

C’è da dire che per loro era pronto un piano-B in caso di mancata proroga: i Comuni avevano infatti pensato di licenziare le pratiche sottoponendole poi a dettagliata verifica in corso d’opera attraverso la ridefinizione a stato avanzamento. Una strategia che sarebbe comunque stata utile ai proprietari terremotati a non perdere il contributo alla ricostruzione dopo tanto attendere. — F.D.

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