Venti milioni in cinque anni Così Modena guarda all’Europa
Si è chiuso un quinquennio record di finanziamenti per il Comune, ora la caccia a nuovi contributi per la città
Modena sempre più europea, anche in questi giorni quando il massimo dell’orizzonte fisico davanti ai nostri occhi è l’affaccio delle nostre finestre. Alla fine del 2019 Modena è stato riconosciuto tra i Comuni più virtuosi d’Italia nell’intercettare i fondi europei, con circa 37 milioni di euro di contributi in poco più di vent’anni di attività della struttura dell’ufficio Politiche europee, relazioni internazionali e coordinamento progetti complessi che fa parte della Direzione generale dell’ente.
Buona parte dei contributi è stata ottenuta negli ultimi cinque anni, tra il 2014 e il 2019, con oltre 20 milioni di euro intercettati con cinque progetti finanziati dal Fondo sviluppo e coesione.
Altri nove milioni sono arrivati con i Fondi strutturali, con ben 15 progetti finanziati fino al 2018.
L’importanza di questi fondi è scritta nei bilanci: «Tra il 2019 e primi mesi del 2020 abbiamo presentato altre sei candidature le cui valutazioni sono in corso – spiega la responsabile dell’ufficio Antonella Buja – e riguardano la riqualificazione energetica di edifici pubblici (due sedi comunali e quattro scuole) per un totale di contributi richiesti che supera il milione e 400 mila euro».
L’altra voce significativa è quella dei Fondi a gestione diretta, cioè i progetti di carattere internazionale, che hanno coinvolto partenariati con attori pubblici, privati e del terzo settore di numerosi Paesi Ue: sono 120 quelli che sono stati finanziati fino al 2018 con 6.736.465 euro di contributi arrivati a Modena. «Nel 2019, poi, abbiamo presentato altre 12 progetti – spiega Buja - e tre sono stati approvati, con 286 mila euro di contributi, e per quest’anno abbiamo già candidato due progetti con una richiesta di contributi per circa 688 mila euro».
Negli ultimi anni i contributi europei hanno sostenuto investimenti strategici per la rigenerazione e la riqualificazione della città, come è avvenuto nel comparto ex Amcm con il Laboratorio aperto nella sede dell’ex Aem e con il nuovo Teatro delle Passioni che si sta realizzando nell’edificio ex Enel.
Un altro ambito d’interesse è stato quello della mobilità sostenibile e della riqualificazione energetica, con risorse per la realizzazione o la manutenzione di piste ciclabili (il cantiere in corso in via Montecuccoli è una di quelle) oppure per la manutenzione di scuole e impianti sportivi, come il Palamolza.
Tra gli interventi significativi degli anni precedenti, invece, ci sono il Parco della Terramara e il Museo Enzo Ferrari, ma hanno lasciato un segno in città anche progetti dedicati al Welfare, al tema dell’immigrazione, allo sviluppo di iniziative culturali o in campo scolastico.
Con il Centro Europe Direct, inoltre, il Comune svolge anche attività di sostegno agli enti locali della provincia attraverso la rete modenapuntoeu e attività di informazione ai cittadini sulle opportunità offerte dall’Unione europea: «Da Bruxelles – ricorda sempre Antonella Buja - sono già state prese decisioni importanti anche rispetto all’attuale emergenza sia per assicurare forniture al nostro sistema sanitario sia per il sostegno ai cittadini e alle imprese. Anche noi, come Comune, ci stiamo attrezzando per cogliere ogni opportunità che renderà disponibile». —
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