«Viaggio lungo e costoso per poter rientrare in Italia»
“Mi chiamo Ilaria e sono una studentessa di infermieristica di Modena. Sono arrivata a Melilla, città spagnola indipendente sulle coste del Marocco, il 6 febbraio scorso insieme ad altre due ragazze del mio stesso corso”. Le tre studentesse modenesi stanno bene e si sono spostate a Malaga in barca per l’aereo per Roma. “Per fortuna - continua Ilaria - siamo riuscite a fare almeno un mese di tirocinio nella terapia intensiva dell’ospedale di Melilla fino a che i primi di marzo hanno sospeso tutte le attività e quindi noi attualmente siamo bloccate qua, in quarantena. Quotidianamente chiamiamo e scriviamo email a consolati ambasciata e Farnesina senza avere aiuti concreti. Per di più noi ci troviamo in una posizione non molto strategica, ma per fortuna siamo riuscite ad arrivare a Malaga con un viaggio in barca di sette ore da Melilla. Da lì, per fortuna, è partito un aereo per Roma, poi abbiamo noleggiato un’auto e dopo un viaggio per nulla economico e rischioso siamo finalmente arrivate a Modena”. —
S.L.
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