Ferraresi: «Ricambio lento Idrogeno tutto da studiare»
«Il ricambio delle auto c’è, ma è molto lento». Davide Ferraresi, vicepresidente di Legambiente Modena, osserva con timido ottimismo il rapporto Aci 2019. Ferraresi invita al confronto tra i dati modenesi e il report nazionale. Emerge così che le 1.067 auto in più a benzina rispetto al 2018 in provincia rappresentano un incremento del 1,9%. A livello nazionale la crescita si arresta allo 0,5%. Al contrario, il boom delle auto ibride a gasolio (+66 in un anno) in provincia corrisponde al 110% in più. A livello nazionale, la percentuale è ben maggiore: +290%. In linea al valore nazionale la crescita dell’1,4% delle auto circolanti in un anno. «Il parco auto circolante va ridotto - sottolinea il vicepresidente - perché è connesso a tutti i problemi che abbiamo in termini di anidride carbonica e gas climalteranti. Le polveri sottili contribuiscono negativamente alla qualità dell’aria». Ferraresi rilancia dunque «soluzioni di “mobility management” (promozione della mobilità sostenibile) e trasporti integrati». Soluzioni per cui occorrono «misure strutturali con investimenti pubblici e con il coinvolgimento di attori economici, sia pubblici sia privati». Ecco l'auspicio di una crescita di veicoli «che abbattono le emissioni». A livello globale si guarda a veicoli spinti da idrogeno. Un modello indicato dall’ex pilota di Formula Uno Jarno Trulli come il propulsore del futuro. Un’innovazione per cui la Provincia ha annunciato distributori sul nostro territorio «entro il 2025». Cauto il giudizio in merito. Ferraresi giudica il progetto «molto interessante sulla carta». Resta però da capire se l’intero circuito inquini meno di quello dei veicoli a propulsione elettrica. «Serve un’analisi a tutto tondo», l’auspicio del vicepresidente di Legambiente. Novità si augura dall’adozione del Piano urbano per la mobilità sostenibile (Pums), che «contiene intenzioni abbastanza positive». In particolare, Ferraresi identifica «una carenza di pianificazione per il trasporto pubblico locale». Favorevole il giudizio sulla pedonalizzazione, purché si bilancino «il rispetto dell’ambiente e della qualità della vita di chi vive in centro».
Un’altra riduzione del traffico che fa bene all’ambiente è identificata nel lavoro a distanza. «Lo smartworking è una lezione da trarre - conclude Ferraresi - perché dimostra che una parte dei lavoratori può ridurre gli spostamenti senza affossare la produttività». —
G.F.
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