Il gelo si abbatte sulla fioritura dei frutteti
Danni dalla pianura alla fascia collinare. Addirittura vicini al 100% per ciliegie e susine. Confagricoltura: «Un disastro»
«Danni incalcolabili, vicini al 100% della produzione, su ciliegie ed albicocche soprattutto, ma non possiamo escludere ripercussioni anche sulla produzione di pere, che potremo verificare solo più avanti». È il commento accorato del presidente di Confagricoltura Modena Gianfranco Corradi sulla gelata che l’altra notte ha colpito i produttori frutticoli della nostra provincia, una ulteriore mazzata ad un comparto già martoriato dai ben noti danni da cimice asiatica. «E forse non è finita qui dal momento che – prosegue Corradi – nelle prossime ore è prevista una seconda ondata di gelo e maltempo».
Le colture più colpite sono quelle che hanno uno stadio di vegetazione più avanzato, quindi le albicocche, le susine, ciliegie e duroni.
L’improvviso abbassamento delle temperature su tutto il territorio provinciale dalla Bassa alla montagna, con punte anche di 6-7 gradi sotto lo zero, si abbatte sull’agricoltura in uno dei momenti più delicato della stagione provocando danni ingenti alle coltivazioni: è quanto afferma Coldiretti Modena. «Il gelo – spiega Coldiretti – si è abbattuto sulle piante nelle fasi delicate della fioritura dei frutti colpendo, in particolare nella zona di Vignola, ciliegi e susini ma anche, in tutta la pianura, i peri senza tralasciare le giovani piantine di meloni che in questi giorni sono appena state trapiantate. Nei frutteti il ghiaccio che si è formato sui fiori provocherà nei prossimi giorni la caduta dei fiori impedendo la successiva formazione dei frutti con la conseguenza di compromettere la futura raccolta. Al momento, anche a fronte dell’incertezza delle previsioni per i prossimi giorni, è presto una conta dei danni ma è certo che il colpo del maltempo si abbatte su un comparto, quello frutticolo, già pesantemente gravato dal flagello della cimice che, nella nostra provincia, ha provocato danni per 90milioni di euro...». «Le varietà di duroni precoci e medio/precoci hanno subito un danno di oltre il 90% del prodotto, forse si salveranno soltanto i frutti all’estremità più alta della pianta, che andranno persi in caso di un’ulteriore gelata - sostiene Giovanni Solmi produttore cerasicolo di Spilamberto – e speriamo di potere salvare la produzione delle varietà medio/tardive e tardive».
«È un disastro – dichiara il presidente regionale di Confagricoltura, Marcello Bonvicini, che ha passato la mattinata a raccogliere le testimonianze degli agricoltori danneggiati dall’improvvisa ondata di freddo - sono state duramente colpite le principali colture frutticole, in particolar modo le drupacee: 5.000 ettari di superficie regionale coltivata ad albicocco; 3.500 ettari di susine e all’incirca 10.000 ettari di pesche e nettarine, più 1.800 ettari di ciliegie. Ringraziamo, per il tempestivo supporto e per aver prontamente accolto le sollecitazioni della nostra base associativa, l’assessorato all’Agricoltura della Regione, con il quale lavoreremo nei prossimi giorni al fine di effettuare una attenta stima dei danni – sottolinea il presidente dell’organizzazione agricola che in un momento così difficile aggiunge - oltre al danno pure la beffa: il 50-60% delle aziende colpite dalle gelate notturne non ha una copertura assicurativa perché, nel pieno dell’emergenza Covid-19, l’attivazione ha subito un drastico rallentamento».
Il crollo delle temperature ha interessato tutta la pianura, ma ancora di più le zone collinari dove l’agricoltura paga, anche questa volta, un prezzo troppo alto. —
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