Modena. Muore un dipendente delle poste L’allarme dei sindacati: «Più sicurezza»
Giuseppe Crognale lavorava nell’ufficio di San Felice. È morto martedì in casa, si attende l’esito del tampone fatto sabato
Giuseppe Crognale è morto martedì pomeriggio nella sua abitazione, dopo che sabato era stato sottoposto al tampone per verificare la positività al virus. L’uomo, 55 anni, era un addetto delle poste presso l’ufficio di San Felice dove si occupava dello smistamento interno della corrispondenza. La sua morte, oltre al cordoglio dei colleghi, ha destato anche una certa preoccupazione poiché i lavoratori non si sentono tutelati.
Sono stati proprio i sindacati a dare l’annuncio del decesso di Crognale e a intervenire sulla questione: «Le cause della morte - spiega in una nota la Cisl modenese - sono da accertare ma, riferiscono i colleghi portalettere, l’uomo si era presentato al lavoro fino a venerdì 13 marzo. Da considerare che nei giorni precedenti era rimasta a casa una portalettere con sintomi da Covid-19; la donna ha avuto conferma della sua positività lunedì 16 marzo. I lavoratori postali e le nostre organizzazioni sindacali esprimono cordoglio alla famiglia del collega deceduto. Allo stesso tempo - dichiarano Slp Cisl Emilia Centrale, Slc Cgil Modena e Uilposte Modena - siamo seriamente preoccupati per le precauzioni che Poste Italiane sta adottando per limitare il contagio. Non tutti gli uffici e centri di recapito sono dotati dei dispositivi di protezione individuale, tanto meno di quelli che rilevano la temperatura di chi presenta sintomi da Covid-19».
Gli stessi sindacati aggiungono che negli ultimi giorni due casi di contagi si sono verificati nel centro di distribuzione di Vignola e altrettanti nell’ufficio postale di Fiorano.
«Deve essere ben chiaro a tutti che oggi la salute dei lavoratori e dei cittadini viene prima dei Kpi (Key performance indicators, gli indici di produttività di Poste Italiane). Per questo - concludono Slp Cisl Emilia Centrale, Slc Cgil Modena e Uilposte Modena - chiediamo spiegazioni all’azienda e non escludiamo di denunciare chi ha omesso di adottare tutte le precauzioni necessarie».
Al momento Poste Italiane, tramite il proprio ufficio stampa, ha spiegato di non voler intervenire sulla questione, trincerandosi dietro a un classico “no comment”.
«Presso l’ufficio di San Felice - spiega Francesco Balzano della Cisl - lavorano circa una ventina di addetti, molti dei quali sono stati messi in quarantena. Abbiamo avuto un confronto con Poste, che oltre a comunicarci il decesso del dipendente, sta attendendo di ricevere informazioni ulteriori sulle cause».
Per i sindacati e i lavoratori è importante avere certezze circa la tutela durante l’orario lavorativo. A Modena e provincia sono in totale 900 gli addetti di Poste, persone che spesso e volentieri si trovano a contatto con il pubblico, non solo negli uffici postali ma ovviamente anche durante la distribuzione della corrispondenza.
«Sappiamo che negli ultimi giorni - prosegue Balzano - l’azienda ha provveduto alla consegna dei dispositivi di protezione individuale a San Felice dove è stata anche effettuata anche una sanificazione degli ambienti di lavoro. Una procedura, quest’ultima, estesa un po’ a tutti gli uffici della provincia».
Fino a ieri sera Crognale non risultava compreso nella triste conta dei decessi causati da Covid-19. Dunque anche l’Ausl, sta attendendo gli esiti di tutti gli accertamenti del caso. —
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