L’Appennino sotto una bufera A Passo Radici 20 centimetri
Prima il vento siberiano poi l’imbiancata copiosa fino alle quote collinari e alla spolverata in pianura Da oggi il rialzo termico
Il “secondo tempo” della perturbazione siberiana ha mantenuto le premesse: tutta la montagna ieri è finita nella morsa del ghiaccio e della neve, per quanto insolita sia la situazione a primavera stabilmente iniziata. I fiocchi che nella giornata di mercoledì si erano limitati all'Alto Appennino, in nottata si sono estesi a tutta la dorsale, con quantità significative: dai 10 centimetri di Serra ai 20 di Piandelagotti e del Passo delle Radici. Neve insolita anche per la consistenza leggera e farinosa, tipica della Siberia appunto, arrivata con vera e propria modalità da bufera in certi momenti. In questo scenario, oltre ai mezzi spartineve e spargisale della Provincia ieri sono dovuti entrare in azione anche quelli comunali dappertutto. Non si sono registrati incidenti anche per il bassissimo traffico di questi giorni, ma le strade sono risultate abbastanza insidiose in certi punti, più che per lo spessore del manto, per la formazione di ghiaccio. Per tutta la giornata infatti la colonnina di mercurio è rimasta stabilmente sotto lo zero: a partire da Pavullo, dove la massima è stata di -1,1°C, fino ai 1.749 metri della Croce Arcana (Fanano), dove non si è andati oltre i -7,4°C, e dove la minima è precipitata addirittura a -10,2°C, con raffiche di vento gelido fino a 98,2 km/h. Questo ha costretto già dal tardo pomeriggio di ieri a salature bis un po' su tutta la rete. Già oggi però la situazione sarà superata, sia a livello di precipitazioni (le ultima in mattinata) sia sul fronte termico, riportando tutto sopra lo zero. E domani poi ci sarà un ulteriore e consistente innalzamento delle temperature. Ma per il ritorno della primavera ci sarà ancora da aspettare. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
