Gazzetta di Modena

Modena

dopo le forti gelate 

Anche l’indotto in crisi«Solo per le ciliegie persi già 5 milioni»

Enrico Ballotti
Anche l’indotto in crisi«Solo per le ciliegie persi già 5 milioni»

A renderlo noto è Confagricoltura che lancia l’allarme«Le mancate occupazioni possono costare tanto»

3 MINUTI DI LETTURA





Enrico Ballotti

«I danni derivanti dalla mancata occupazione si attestano intorno ai 37 milioni di euro nel comparto albicocche, 78 milioni nelle pesche e nettarine, 12 milioni nelle susine e 5 nelle ciliegie. Ovvero le specie più colpite dall’improvvisa massa di aria fredda». Sono le parole di Marcello Bonvicini, presidente regionale di Confagricoltura. In attesa di capire quali sono stati i danni alle campagne e alla frutta, in corso ci sono i sopralluoghi, c’è la possibilità di un primo bilancio a livello economico. O per meglio dire un bilancio che riguarda i lavoratori impegnati nel settore. Bonvicini spiega: «Oltre alla pesante perdita di produzione frutticola, di cui stiamo verificando l’entità zona per zona, sarà drastico l’impatto sull’indotto, soprattutto in termini di giornate di lavoro perse: dalla raccolta, alle successive attività di pre e post confezionamento del prodotto. Evidenti, a questo punto, saranno le ricadute negative sulla tenuta sociale ed economica».

Da Confagricoltura fanno, inoltre, sapere che “nel modenese, come nel reggiano, la perdita di produzione nel pesco, albicocco e susino cino-giapponese è quasi totale. Da verificare invece le ripercussioni sulle varietà europee di susino. Le pere delle varietà Abate Fetel e William rosso - continua la nota ufficiale dell’associazione di categoria - sono state danneggiate nella parte bassa della pianta, dove si stima il 30% di prodotto in meno. Si temono danni anche a posteriori nella fase di formazione del frutto, che ne precluderebbero la commercializzazione. Questo vale persino nelle coltivazioni di fragole sotto serra a causa degli eccessivi sbalzi termici degli ultimi giorni. Timori anche per i vitigni della zona pedecollinare dove la ripresa vegetativa è anticipata. Sono invece certi oramai i danni arrecati ai nuovi impianti viticoli”.

Senza dimenticare la ciliegia che, soprattutto nella valle del Panaro, restano il frutto rosso per eccellenza. Dal comunicato: “Male per le precoci e medio-precoci, mentre bisogna valutare l’effetto sulle tardive”. Speriamo bene.

Se Atene piange, Sparta non ride. Il vecchio ritornello può essere riadattato anche per la situazione attuale della nostra agricoltura. Già perché anche il resto della regione ha subito diversi danni. Pure in questo caso i numeri sono impietosi: “Nel comparto ferrarese delle albicocche si ipotizza un crollo di Plv vicino al 90%. Seguono le susine e le ciliegie nella scala delle specie più danneggiate, infine le pesche. È stata duramente colpita anche la produzione di mele Gala e Fuji e di pere Santa Maria e Carmen. Il gelo si abbattuto anche sulle piantine di bietole”.

Quindi la vicina provincia di Bologna che non è certo stata risparmiata dall’ondata di gelo. Anche in questo caso il punto di Confagricoltura è dettagliato e preciso: “Produzione di albicocche con perdite fino al 90% nell’Imolese. Nella stessa zona pure il kiwi ne è uscito malamente. I danni ai frutteti (dai peschi ai susini, perdite anche oltre il 50%) sono diffusi fino alla Valsamoggia che confina con Modena. Quelli sull’areale bieticolo saranno stimati solamente a partire dai prossimi giorni”. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google