«Cervi e daini sotto casa, ormai è la normalità»
Gli animali selvatici hanno trovato i loro spazi anche vicino ai centri abitati Da “Il Pettirosso” dicono: «Incuriositi, ma sanno benissimo di aver sconfinato
Daniele Montanari
Con l'uomo che sta confinato in casa da settimane, la natura sta guadagnando terreno in Appennino. In questi giorni si fanno sempre più frequenti le segnalazioni di animali selvatici arrivati prossimi o dentro un contesto urbanizzato mai così tranquillo: case di campagna, paesi o strade provinciali. Solo negli ultimi giorni sono stati fotografati cervi in passaggio sul torrente Scoltenna subito sotto Pievepelago (foto di Stefano Mordini) o ad Acquaria vicino al caseificio Casello (Filippo Ricchi). Poi a Miceno il memorabile avvistamento (da parte di Marco Venturelli) addirittura di una cicogna bianca, autentica rarità di passaggio da queste parti, talmente tranquilla nell'animo da fermarsi a bordo strada. Tradizionalmente la sua presenza è ritenuta di buon auspicio: ce ne sarebbe proprio bisogno in questo periodo. Ma la foto più bella ed emblematica l'ha scattata giovedì durante la nevicata il fotografo Stefano Torreggiani dalla sua abitazione di Trentino (Fanano): dal terrazzo ha immortalato uno splendido esemplare di giovane cervo maschio col palco in crescita che, fermatosi a poche decine di metri da casa sua, lo ha guardato dritto negli occhi per qualche istante, non mostrando alcuna paura. E poi il venerdì mattina, sulla neve ancora fresca, un'altra visita di quattro daini, di cui due già con palco notevole. E ieri ancora altri. «Mi è capitato in passato di avvistare degli animali selvatici da casa, ma con questa frequenza mai: cervi, daini e caprioli li vedo praticamente tutti i giorni e a luce piena, non alla sera - sottolinea - ma l'altra cosa sorprendente è il loro atteggiamento: sono tranquillissimi, probabilmente perché da settimane ormai non sentono più nessuno camminare nei boschi. Tra un po' mi aspetto il lupo o il cinghiale». Il cinghiale sotto casa, anzi diverse famiglie di cinghiali, se l'è trovato ieri mattina un altro fananese: Nicola Bernardi (titolare dell'omonima Immobiliare di piazza Corsini), che abita due chilometri sopra al paese, verso Canevare: «Mi alzo, guardo dalla finestra e ne vedo un branco - racconta - ce ne saranno stati 15 proprio dietro casa. Quando ho aperto la finestra per fotografarli è partito l'allarme e sono scappati tutti: li ho visti bene, una bella fila. Mi è capitato in passato di vederne di sera o all'alba, adesso di frequente anche in pieno giorno. Ma così tanti insieme non mi era mai capitato».
«In questa situazione di ridotta presenza dell'uomo gli animali sono portati a fare degli sconfinamenti anche nel tessuto urbano -conferma Piero Milani del Centro “Il Pettirosso” - un po' come succede ad agosto quando vanno tutti via e capitano il capriolo o il tasso anche nel parco cittadino. Le segnalazioni stanno aumentando, e non solo in montagna: tassi e istrici arrivano anche a Modena e dintorni. Gli animali avanzano incuriositi, ma non per estendere il loro territorio: capiscono bene che gli spazi urbani, pieni di barriere, non sono consoni. Tanto che spesso ne restano intrappolati». In questi giorni il Pettirosso dalla sua pagina Facebook sta offrendo a chi è a casa, bimbi in primis, una bella occasione di conoscenza della fauna selvatica: video e dirette sulla sua attività per scoprire i segreti dei piccoli e grandi ospiti. —
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