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Sicrea in crisi di liquidità Avviata la liquidazione

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Sicrea va in liquidazione. Il gruppo reggiano-modenese era nato nel 2012 dall’aggregazione di alcune delle ultime superstiti di quello che un tempo era il fiorentissimo mondo delle cooperative edili emiliane. L’esperienza ora dovrà affrontare la prova più complessa. Venerdì sera, l’assemblea dei soci ha sancito la liquidazione ordinaria della società: la procedura è stata avviata e come liquidatore è stato nominato Alfredo Medici, chiamato a coordinare una serie di professionisti incaricati di seguire questa fase delicatissima.

La situazione di Sicrea era già piuttosto delicata a livello economico, a febbraio il presidente Luca Bosi aveva annunciato le proprie dimissioni, seguite da alcune acide dichiarazioni dell’amministratore delegato Nicola Adriano.

Adesso la liquidazione, in parte accelerata dall’emergenza sanitaria che ha bloccato anche tanti cantieri attivi e prosciugato le risorse di sostegno. «La difficile situazione, il blocco delle attività che si è reso necessario a seguito dei recenti decreti, ha obbligato la proprietà a organizzare un piano di gestione della crisi aziendale con l’obiettivo di salvaguardare il “progetto” Sicrea Group, pur dovendo affrontare una significativa ristrutturazione», è l’annuncio ufficiale.

«L’evolversi drammatico dell’epidemia Covid-19 sta mettendo a dura prova le possibili azioni di sistema che la cooperazione può esprimere per sostenere le imprese in difficoltà. Nei prossimi mesi, molti settori dovranno gestire crisi di liquidità con il conseguente rischio per la continuità operativa. In questo momento le difficoltà sono maggiori nei settori, come quello delle costruzioni, che già stavano scontando un grave stato di crisi», si ribadisce.

Ora tocca al liquidatore, che ha ricevuto come mandato «la valorizzazione degli asset aziendali, anche attraverso operazioni straordinarie e la ricerca di partner. Sono obiettivi primari la corretta prosecuzione dei cantieri e delle attività e il massimo sforzo per mantenere l’occupazione».

Non un obiettivo facile, nel contesto in cui ci si dovrà muovere. La crisi sanitaria internazionale è una botta durissima a una situazione già di suo fragile, e non poco.

«Bastano alcuni dati riferiti agli ultimi dieci anni: sono fallite 125.000 imprese in Italia (fonte Ance); persi 70 miliardi di euro di investimenti di cui 66% nel comparto residenziale e 27% non residenziale (fonte Ance); persi 539.000 posti di lavoro (fonte Osservatorio Statistico dei Consulenti del Lavoro) di cui 30.000 in Emilia-Romagna e di questi 4500 erano occupazione cooperativa», ricorda Legacoop annunciando la procedura.

L’esperienza Sicrea ha otto anni di vita. La società è stata creata nel marzo 2012, con il nome di Cmr Edile Srl, realtà creata per gestire – tramite l’affitto di un ramo d’azienda – il personale e il cantieri generati dal concordato della storica Cmr di Reggiolo, una delle prime coop reggiane “cadute sul campo”. Il progetto all’epoca era stato avviato da Legacoop Reggio Emilia: negli anni il percorso si è allargato anche al Modenese, e dalla Srl iniziale si è arrivati alla Spa Sicrea, guidata da Luca Bosi sin dal principio. L’idea era quella di avere uno strumento con cui soccorrere le coop in difficoltà, evitando la perdita di lavoro e di appalti. In questo periodo, dentro Sicrea sono convogliati i “resti” di nomi di grande spessore, come Orion, Cdc, Getech, Coop San Possidonio, Correggio Condotte, Cl’a e Cavatorti&Riccò. —

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