Borgonzoni lascia l’aula e sceglie il Senato Salvini la vuole a Roma
L’ex candidata alla presidenza dice addio al Consiglio Il presidente Bonaccini: «Le auguro buon lavoro e spero ci aiuti dal Parlamento»
Magari oggi non sarà così dispiaciuta per la sconfitta, considerando che il suo avversario deve governare la seconda regione più colpita dal Coronavirus. Fatto sta che Lucia Borgonzoni non solo non è presidente della Regione Emilia Romagna, ma non è più nemmeno consigliera regionale: come annunciato a inizio febbraio nella “festa di ringraziamento” di Vignola dal leader della Lega Matteo Salvini, l’ex candidata alla presidenza della Regione ha lasciato l’Assemblea per restare a Palazzo Madama. La decisione è stata dunque formalizzata in occasione del Consiglio regionale di venerdì scorso: Lucia Borgonzoni terrà il suo seggio in Senato, dunque, e al suo posto subentrerà l’ex sindaco di Monzuno Marco Mastacchi, il candidato più votato della lista civica che portava il nome della candidata alla presidenza. Una decisione criticata dalla maggioranza di centrosinistra, che ha ricordato la promessa fatta da Borgonzoni in campagna elettorale: «In caso di sconfitta - aveva detto l’allora candidata alla presidenza della Regione durante la trasmissione “Carta Bianca” - lascerò il Parlamento e siederò in Consiglio regionale, non potendo mantenere il doppio incarico». E se da Vignola Salvini aveva detto che «Lucia vorrebbe stare qui, ma io ne ho bisogno a Roma», la decisione di venerdì ha sgomberato il campo da qualsiasi dubbio. «Proprio in uno dei momenti più difficili della storia dell’Emilia Romagna - attacca il consigliere di Emilia Romagna Coraggiosa Igor Taruffi - Borgonzoni preferisce mantenere il proprio seggio al Senato e lasciare la Regione che solo due mesi fa si era candidata a governare per la destra. Ogni commento mi pare superfluo». E Bonaccini? In realtà, il governatore ha preferito evitare qualsiasi critica all’ex avversaria: «In molti mi stanno chiedendo di commentare le dimissioni di Lucia Borgonzoni - ha scritto il presidente sul suo profilo Facebook - nonostante avesse garantito di rimanere qui per i prossimi cinque anni, a prescindere dall’esito elettorale. Davvero non mi interessa, abbiamo ben altre priorità. Anzi - chiude il governatore - le auguro soltanto buon lavoro, e spero ci possa aiutare nel suo ruolo parlamentare. Perché ne usciremo meglio se remeremo tutti dalla stessa parte». —
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