Maria Rosa ha detto arrivederci dopo mezzo secolo in negozio
Valentini, titolare di “Chigo”, ha ceduto la storica attività di mobili e arredo cucina Marito e figlio artigiani e lei a servire e consigliare i clienti. «Una scelta obbligata»
FIORANO
Cinquant’anni passati in negozio, circondata da mobili da bagno, a servire centinaia di clienti. Questo è quello che potrebbe sembrare all’apparenza, nella sua semplicità, la storia di Maria Rosa Valentini, fioranese acquisita e titolare del negozio Chigo, ora in pensione. In realtà, dietro questa facciata, c’è molto di più: una storia che parla di passione, dedizione ma soprattutto di amore incondizionato. Sì perché a farla entrare in quel negozio, prima come affittuaria e poi come proprietaria, è stato suo marito Giuseppe Cuoghi, quando dopo diverse attività in società ha deciso di fare il grande salto e mettersi in proprio. «Giuseppe – spiega Maria Rosa – dopo aver lavorato con gli zii e il padre nel maglificio di famiglia, gestito i negozi, lavorato nella Fornace e nella Ceramica Cuoghi, decise di comprare un pezzo di terreno a Spezzano e costruire il suo personale capannone per mettere in piedi la sua azienda di mobili da bagno e arredo cucina: la Chigo ( quasi anagramma di “Cuoghi”). Mi chiese di dargli una mano nella gestione del negozio a Fiorano per la vendita ai privati. Doveva essere solo un breve periodo ma poi mi sono innamorata di questo mondo». Compagni e complici nella vita e negli affari, Rosa e Giuseppe hanno lavorato fianco a fianco, inserendo una volta cresciuto anche il figlio Roberto al fianco del padre in capannone, completando uno il lavoro dell’altro: lui artigiano e lei venditrice. «A volte – racconta Rosa – arrivavano anche in 4 per scegliere un mobile e molto spesso con gusti diversissimi. Il mio compito consisteva nel metterli tutti d’accordo, consigliando l’opzione più adeguata in base agli spazi, colori e gusti. Mi sentivo parte della realizzazione del loro sogno, vale a dire quello di costruire una casa e una famiglia. Spesso le coppie ritornavano dopo anni con i propri figli per arredare le loro di casa e confermavano di avere ancora i nostri mobili come nuovi, ora vogliamo tutto e subito e gli oggetti quotidiani sono spesso “usa e getta”, noi invece volevamo vendere pezzi eterni». Un mestiere che ha permesso ad entrambi di viaggiare ovunque e di esportare oltre confine quel tanto amato Made in Italy che tutti ci invidiano e spesso sottovalutiamo. «Io non avevo mai visto la Sicilia, è da sempre stato un mio desiderio. Giuseppe ha preso la prima occasione al volo: con la scusa di una consegna a Noto mi ha organizzato un tour di una settimana in furgone, un viaggio che mi porterò per sempre nel cuore». All’ultima domanda se ha qualche rimpianto, Maria Rosa è più che mai convinta della sua risposta. «Assolutamente no, ho avuto tutto e di più dalla vita. La decisione della chiusura non è dovuta alla mia età (sono 80 ad ottobre ma continuo ad andare in piscina tutte le sere), il fatto è che abbiamo perso la nostra guida: non avendo più la produzione in proprio ed esclusiva l’azienda ha perso il proprio io. L’anima. Giuseppe prima di lasciarci aveva già avuto un’offerta di affitto del negozio da un’ azienda ed ultimamente l’abbiamo rivalutata ed accettata. È stato lui che ha continuato a lavorare anche da lassù. Era instancabile, addirittura aveva fatto arrivare il Giro d’Italia proprio di fronte al mio negozio! Io lo ringrazierò per sempre, perché mi ha fatto felice finché non se ne è andato». —
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