Bosi: «Abbiamo dimezzato il numero delle case da gioco»
«La nostra strategia punta al contrasto del fenomeno ma anche al coinvolgimento delle scuole con incontri in cui si spiegano i gravi rischi»
L’assessore alla legalità del Comune Bosi da tempo si batte, con l’amministrazione comunale e la associazione “Avviso Pubblico”, contro questa piaga.
Assessore, i numeri sono ancora alti.
«Sono numeri impressionanti, ma registriamo il dato molto positivo di un calo importante delle cifre giocate l’anno scorso nella nostra città. Un numero che testimonia l’efficacia delle strategie di razionalizzazione e limitazione del gioco d’azzardo avviata dalla giunta comunale a partire dal 2017. Prima abbiamo messo in campo la riduzione a sole otto ore al giorno del funzionamento delle slot machine e in seguito, con la mappatura dei luoghi sensibili che ha portato al trasferimento e, in diversi casi, alla chiusura di molti locali dedicati esclusivamente al gioco».
Quanti?
«Ricordo che nel 2018 a Modena c’erano 29 case da gioco sul territorio mentre oggi sono 14 e ovviamente non vicini ai luoghi sensibili”.
Quali sono i luoghi sensibili?
«Ne abbiamo classificati poco meno di 400 tra scuole, parrocchie, sedi universitarie, luoghi di sport e di aggregazione giovanile. Non si possono avere sale giochi a meno di 500 metri per ognuno di questi posti per evitare che i più giovani ci caschino».
Tutto ciò è servito?
«Sì e c’è una grande soddisfazione perché penso sia stata attuata una azione intelligente, portata avanti con estrema razionalità, ma anche molta determinazione. Il mantra è limitare il più possibile l’offerta del gioco d’azzardo».
Avete coinvolto le scuole?
«Sì perché la nostra strategia ha due gambe, il contrasto e appunto gli incontri che normalmente portiamo avanti nelle scuole di ogni ordine e grado. Ai ragazzi spieghiamo i rischi del gioco d’azzardo e facciamo prevenzione anche attraverso corsi informativi in modo da fare comprendere come il banco vince sempre».
I ragazzi capiscono in genere?
«Certo e riflettono sul fatto che una macchina non risolverà i loro problemi nella vita. Una classe ha addirittura progettato una slot machine vera e propria, comprendendo meglio che è un gioco a perdere».
Che problemi restano?
«Purtroppo il gioco d’azzardo online cresce molto perché ci sono pochi strumenti per contrastarlo a dovere. Secondo le stime la crescita è del 70 per cento negli ultimi quattro anni».
Stato e Regione contribuiscono?
«L’Emilia Romagna è stata forse la prima a porsi questo genere di problemi anche se va detto che ogni regione va per suo conto. Speriamo che lo Stato emetta un testo unico per la legalità”. —
S.L.
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