Lotta al gioco d’azzardo, primi successi: a Modena spesi 23 milioni di euro in meno
Ma il problema rimane: secondo “Avviso pubblico” in media ogni cittadino sperpera oltre 1700 euro nelle macchinette
Stefano Luppi
Nell’epoca dell’emergenza Covid-19 non va dimenticato un altro “male” che purtroppo riguarda molti anche nella nostra provincia. Il gioco d’azzardo, migliaia di persone che in un anno sono state capaci di sperperare - con veri e propri drammi psicologici e famigliari - oltre un miliardo di euro in giochi slot e videolottery. C’è anche una buona notizia.
Nel Modenese le cifre spese nel gioco d’azzardo calano: nel 2019, rispetto all’anno precedente, alle “macchinette” sono stati giocati 23 milioni di euro in meno. Va meglio nel capoluogo. In particolare, secondo i dati diffusi dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli dello Stato (il gioco d’azzardo in Italia, pur regolamentato, è legale) nel 2019 solo a Modena sono stati giocati 356 milioni 934 mila euro contro i 380 milioni 167 mila euro del 2018. In diminuzione, dunque, di 32 milioni di euro. Il totale provinciale resta però, come detto, ancora superiore al miliardo di euro, passando da un miliardo e 80 milioni del 2018 a 1 miliardo e 48 milioni di euro nell’ultimo anno. Facendo, a Modena, una media con queste cifre risultano 1.783 euro giocati ogni anno per ogni residente, una enormità. I calcoli, sulla base dei cittadini maggiorenni, li ha fatti l’associazione per la legalità “Avviso Pubblico”, di cui lo stesso Bosi è vicepresidente. Città record assoluto per spesa pro capite in Italia è Prato con ben 3707 euro, segue un gruppo di città tra i 2mila e i 1800 euro prima di ritrovare la nostra provincia. Che risulta all’undicesimo posto. Per quanto riguarda lo sperpero complessivo di oltre un miliardo di euro va ricordato che Roma è a quota 5,6 miliardi, Milano 4,8 miliardi, Bologna è a 1,3 miliardi e Modena è invece al 18esimo posto generale. «Numeri impressionanti», commenta l’assessore alle Politiche per la legalità Andrea Bosi, con il Comune che nel corso degli ultimi anni ha attuato una serie di accorgimenti per contrastare il cosiddetto “gioco d’azzardo patologico”. Definito anche “azzardopatia” o “ludopatia” si tratta appunto di una malattia da contrastare, un disturbo del comportamento rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi. Come contrastare questi? Intanto va detto che ogni territorio si comporta un po’ come crede, per quanto riguarda Modena sono vari gli strumenti adottati dall’amministrazione comunale per contrastare la diffusione di questa piaga. L’atto amministrativo alla base di tutto è una ordinanza che riduce il funzionamento di slot machine, videopoker e tutte le altre “macchinette” che prevedono vincite in denaro. Esse possono funzionare nel territorio modenese per un massimo di otto ore al giorno, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22, tutti i giorni, festivi compresi, mentre per il resto delle ventiquattro ore devono essere obbligatoriamente spente. La riduzione dell’orario è in vigore dall’aprile 2017 e, sempre nello stesso anno, è iniziata la mappatura dei luoghi sensibili: sono oltre quattrocento in città e via via ci sono stati numerosi trasferimenti, o chiusure, di oltre venti sale da gioco. Questa procedura non è semplice perché in varie occasioni i proprietari dei luoghi sono ricorsi al tribunale per redimere le vicende con il Comune. Il gioco d’azzardo viene disincentivato a Modena anche attraverso l’esclusione dai bandi per la concessione di contributi delle attività economiche e imprese che detengono apparecchi per il gioco d’azzardo. Un altro strumento attuato riguarda la promozione del bando per realizzare attività mirate alla riqualificazione e promozione della propria attività libera dal gioco d’azzardo, indirizzato ai gestori di pubblici esercizi che hanno già aderito o intendono aderire al marchio “Slot free ER” istituito nel 2013 dalla Regione. —
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