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Modena. Motovario ha chiuso ma c’è chi sta lavorando Fiom: «Così non va»

Serena Arbizzi FORMIGINE.
Modena. Motovario ha chiuso ma c’è chi sta lavorando Fiom: «Così non va»

Gli addetti schierati con l’azienda continuano volontariamente l’attività  «Sicurezza garantita». Ma il sindacato metalmeccanici e Filt si oppongono

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MODENA Se si telefona alla ditta parte una segreteria telefonica che informa della chiusura fino al 3 aprile, come da decreto. Ma parlando con i lavoratori si scopre che una buona parte di loro si reca allo stabilimento. Non solo. Una buona fetta di addetti vi si reca volentieri. Tutto questo mentre d’altra parte i sindacati Fiom e Filt Cgil mandano una diffida formale all’azienda e minacciano una denuncia contro la disposizione di fare lavorare ugualmente i dipendenti.

Guerra aperta su più fronti per Fiom e Filt alla Motovario di Formigine: da un lato le sigle si trovano contro un buon numero degli stessi dipendenti, entusiasti di proseguire nell’attività lavorativa. Dall’altro, la diffida inviata a mezzo Pec e firmata dai segretari generali di Fiom e Filt, Stefania Ferrari e Adriano Montorsi, è indirizzata alla direzione aziendale, alla cooperativa Cfp e, ancora, a Prefettura, Questura, Asl e Ispettorato del Lavoro.

«Tutto questo non va bene - dice Paolo Brini di Fiom - Motovario sta facendo lavorare una parte dei suoi dipendenti e così anche la cooperativa di facchinaggio in appalto. Chi deve tenere sotto controllo la situazione ha il dovere di farsi sentire. Ci sono, poi, altre diffide riservate ad altrettante aziende».

Sul fronte opposto un gruppo di lavoratori di Motovario. «Contestiamo quanto critica la Fiom - dice il gruppo di addetti - Noi andiamo a lavorare volentieri. E ci sono altri addetti che continuano a richiedere, magari chiedendo a noi operai che gli facciamo da tramite, di entrare in azienda perché hanno dato la loro disponibilità. Si tratta dei tre reparti giudicati essenziali dal decreto governativo, perché hanno a che vedere con macchine alimentari. I lavoratori sono presenti in numero ridotto rispetto al solito. E stanno sbrigando le loro mansioni sugli impianti che hanno ottenuto la necessaria autorizzazione. Noi, infatti, facciamo riduttori che servono per far andare gli impianti alimentari: se non facciamo parte della catena di servizi essenziali noi».

Rispetto a quanto contestava la Fiom, poi, i lavoratori in questione hanno opinioni diverse. «Sulla questione della mensa: quando viene detto che si usufruisce di un servizio comune puntualizziamo che tutto è stato disposto in modo che una persona si sieda da sola al tavolo - proseguono i lavoratori - Ci si va, poi, a orari diversi, in modo che ci sia meno gente possibile. Sulle postazioni e sulle macchine di lavoro si interviene uno alla volta, a distanza di due metri, e gli operatori sono divisi in tre turni per evitare che sia assembramento. Non ci sono stati casi di quarantena. Chi è rimasto a casa aveva un po’ di tosse e gli è stato consigliato di rimanere a casa, ma nessuno è risultato positivo al tampone».

«Lo sciopero della scorsa settimana è quindi inutile - proseguono gli addetti - Sono state, inoltre, distribuite mascherine a tutto andare, vengono usati prodotti igienizzanti, le pulizie nei bagni si fanno due volte al giorno. Alla macchinetta del caffè ci si va uno per volta. Ultima cosa: i sindacati si sono permessi di dire ai nostri superiori che gli operatori hanno richiesto la cassa integrazione. Ma non è vero perché noi non volevamo la cassa integrazione, noi vogliamo andare a lavorare perché Motovario è in grado di garantire condizioni di sicurezza. Perciò, noi dello stabilimento di Formigine - quello di Ubersetto non so - non ci lamentiamo, anzi, siamo contenti di poter andare a lavorare». —

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