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Per i buoni spesa arrivano 3,7 milioni nel modenese «Difficile gestirli ma ci proviamo»

Enrico Ballotti I
Per i buoni spesa arrivano 3,7 milioni nel modenese  «Difficile gestirli ma ci proviamo»

La maggior parte dei sindaci della provincia è soddisfatta del provvedimento: «Risorse utili, ci sono già richieste»

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MODENA. I sindaci in prima linea, una volta di più. I Comuni, che tutti i giorni gestiscono l’emergenza, nelle ultime ore hanno dovuto aggiungere una “voce” in più alla propria agenda. Il Governo, infatti, ha stanziato 400 milioni di euro come sostegno alle spese alimentari delle famiglie in difficoltà economica, da distribuire attraverso i Servizi sociali.

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Le risorse per i “buoni spesa” fanno parte di un provvedimento più complessivo che prevede anche l’anticipo ai Comuni dei contributi del Fondo sociale comunque già erano previsti a bilancio. Dei 400 milioni arriveranno in provincia oltre 3,5 milioni. Per la precisione: 3.776.140 euro. L’anticipo del Fondo sociale sommato al “buono spesa” porta ad un totale di 4,7 miliardi stanziati dal Governo ai Comuni italiani.

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Un provvedimento accolto positivamente dalla maggioranza dei sindaci modenesi, ma non mancano comunque le critiche. Il viaggio per paesi e città della provincia inizia dalla Bassa per arrivare sino alla montagna, nel mezzo il distretto ceramico e la pedemontana. La già citata “lettura” critica arriva da Finale e dal suo primo cittadino Sandro Palazzi: «Sono abituato a ringraziare e ringrazio ancora, ma mi sento di dire che questa sia una presa in giro. Un modo per fare sensazionalismo e basta.

Gran parte della cifra a noi destinata, infatti, tutti gli anni spetta ai comuni italiani. Il suo utilizzo però dovrebbe essere destinato alle funzioni ordinarie. Per questo dico che ci saranno poi ricadute sui servizi». Nel frattempo sono già arrivate le prime chiamate in Municipio: «Già una ventina, tutte nella prima mattinata post-annuncio da parte del Governo. Diventa complicato, inoltre, gestire questi 85mila euro che arriveranno a Finale. Causa emergenza, infatti, abbiamo dovuto ridurre l’organico».

L’attività “rallentata” dei vari uffici resta la preoccupazione principale dei sindaci. Anche di chi, come Federica Nannetti da Nonantola, accoglie la novità in maniera positiva: «È importante - spiega - formulare regole ben precise per la distribuzione dei fondi. Non è facile in questo momento perché, come si può immaginare, molti dipendenti non sono al lavoro. Allo stesso tempo, però, ci siamo fatti trovare pronti. Aspettiamo anche dalla Regione disposizioni, da Bologna si stanno muovendo per gettare le basi riguardanti alcuni criteri. A questo aggiungo che i contributi sono importanti e che già da un po’ a Nonantola stavamo monitorando le situazioni più a rischio».

Il viaggio continua e prima della montagna è necessario un nuovo “salto” nella Bassa. Punto della situazione dunque affidato ad Alberto Calciolari che è il sindaco di Medolla: «Abbiamo accolto con favore questa novità e ci siamo attivati per distribuzione dei fondi e per l’individuazione dei nuclei più bisognosi. Esercizio non semplice, ma che porteremo a termine con il supporto dei servizi Sociali. Resta una bella boccata d’ossigeno…».

L’analisi in montagna tocca a Stefano Muzzarelli da Fanano e Fabio Braglia da Palagano. Inizia quest’ultimo: «Le risorse sono utili per dare vigore ad azioni che avevamo già messo in campo. Sono arrivate richieste in Municipio, in particolare dopo l’annuncio televisivo di Conte. Come altre realtà ci siamo attivati per la distribuzione delle somme a disposizione. È necessario affrettare i tempi, le famiglie ne hanno bisogno». Quindi Muzzarelli: «“Paracadute” per evitare problematiche più grandi. I sindaci, che conoscono bene il territorio sociale, lo sapranno gestire come si deve». —

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