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San Felice «Ci manca tanto il vostro gelato» Massimo e Silvia lo portano a casa

Gianluca Pedrazzi
San Felice «Ci manca tanto il vostro gelato» Massimo e Silvia lo portano a casa

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la storia

Gianluca Pedrazzi

“Crema, cioccolato, stracciatella, Puffo, fragola...”. Vogliamo metterci anche un po’ di tirami sù visto i tempi?

In giorni di Coronavirus per giusto giusto tirarsi sù come si fa a rinunciare a un gelato? Solo che il problema è: come faccio ad andare a prenderlo. Tutti confinati e barricati in casa. Oppure tutti in auto su un’unica direttrice: casa-lavoro, lavoro-casa.

«I clienti venivano davanti alla gelateria e bussavano e noi spiegavamo che non potevamo aprire, stavamo solo lavorando all’interno per sistemare qua e là alcune cose nel laboratorio», raccontano Massimo Bergamini e Silvia Rovatti che da anni gestiscono “il Gelatiere”, laboratorio di via Milano a San Felice. Dopo i clienti davanti alla gelateria sono arrivati alcuni post.it con dedica della serie «Quanto ci manca il vostro gelato...» lasciati sulla vetrata. A quel punto, Massimo e Silvia si sono - è proprio il caso di dirlo - sciolti e sono tornati più operativi di prima in laboratorio e dietro il bancone che ospita trenta differenti qualità di gelato. Tutto artigianale e con prodotti esclusivamente made in Italy.

«Il primo decreto del governo ci aveva apparentemente messo in un angolo, poi le richieste dei clienti, le telefonate che non finivano mai e che ci chiedevano se eravamo aperti... Allora, dopo aver chiesto alcuni chiarimenti alle autorità, siamo ripartiti con tutti i sistemi di sicurezza del caso», spiegano Massimo e Silvia.

I due titolari, a quel punto, hanno richiamato al lavoro Martina Lodi e Elena Certan che formano la squadra de “Il Gelatiere”, per chi è un po’ più datato nella carta d’identità la gelateria di “Cicci” creata dal padre e da mamma Anita in via Marconi. Tornate a riempirsi le vaschette si è acceso anche il furgone. «Ogni giorno serviamo una ventina di clienti, in paese e non solo, perché senza far pagare un euro in più per il trasporto e la consegna delle confezioni di gelato arriviamo in più centri della Bassa. Anche lontani - dicono sorridenti e con tanto di mascherina e guanti - Quotidianamente consegniamo dai 25 ai 40 chili di gelato. Raccogliamo le prenotazioni il giorno prima o la stessa mattina per i più “ritardatari” e ci mettiamo al lavoro. Dopo aver vissuto l’emergenza terremoto un’altra prova da superare, ma siamo contenti. Un gelato porta anche un sorriso...». E il gusto pieno della vita. —

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