Gazzetta di Modena

Modena

l’ex senatore Carlo Giovanardi 

«Stemperava i contrasti grazie all’indole gentile e la capacità di dialogo»

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«Certo che eravamo legati. Come si fa a non ricordarlo. È stato parlamentare sino 1972: con Vittorino Carra erano i due modenesi della Dc, poi dopo quella data è stato eletto Bortolani. Insomma, andiamo indietro di un bel po’».

L’ex senatore Carlo Giovanardi ricorda Dario Mengozzi, collega di partito nella Dc ma su schieramenti opposti. «Un uomo che ha sempre avuto buoni rapporti con tutti, una persona con la quale ci si confrontava sempre in termini costruttivi, molto amabili, gentile, anche a livello personale era nella sua indole».

«Mingozzi era una persona aperta - ricorda Giovanardi - ed era un piacere scambiarsi delle idee anche se, dentro al partito e in quella dialettica interna, si era su posizioni diverse. Comunque questo va detto e questo vale, e mi riferisco, parlando di Modena e dei sui politici, anche riguardo a Gorrieri, a Bortolani, a Medici: quando se ne vanno persone così, tutta la martellante propaganda che c’è stata in questi ultimi venti anni contro la politica, contro la Prima Repubblica, contro la corruzione dove va a finire? Tutti si accorgono, tutti devono poi ammettere che se ne vanno personaggi integerrimi dal punto di vista personale, famigliare, umano e politico. Persone su cui nessuno mai ha potuto spendere una parola in negativo. Persone che sono stati degli esempi nella vita e nella politica di onestà, di dedizione al loro ruolo».

«Aneddoti? È passato molto tempo da quando smise di fare politica attiva e comunquela sua è sempre stata una presenza discreta, non era uno che amasse il clamore esterno, le diatribe chiassose. Aveva una enorme capacità di dialogo, di non alzare la voce, di stemperare constasti, se c’erano, pur avendo sempre le sue idee, un esponente di punta dell’area cattolica di sinistra della Dc». —

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