Università di Modena e Reggio. Anno accademico si inaugura in streaming. Il rettore da solo in aula
Inaugurato l’anno accademico per la prima volta soltanto in versione digitale a causa dell'emergenza Coronavirus lI rettore Porro «Si investa di più sull’Università»
MODENA "Investire sull'università e permetterle di incrementare il numero di laureati di qualità significa credere nel futuro dei nostri giovani e del nostro paese. Non esitate, non esitiamo a farlo, anche in questa fase così difficile ed incerta... Servono pensieri lungimiranti e azioni concrete da subito".
Questa l'esortazione del rettore dell'Università di Modena e Reggio Emilia, Carlo Adolfo Porro, che oggi in un'aula magna deserta a modena ha centrato così il suo intervento di inaugurazione dell'anno accademico 2019-2020.
La cerimonia si è aperta alle 10.30 con l'inno degli universitari, il Gaudeamus Igitur, ma si è tenuta senza pubblico e senza autorità, in armonia alle disposizioni anticoronavirus, con diretta streaming su tv.Unimore.It.
Sono intervenuti anche la presidente della conferenza degli studenti, laura simoni, il presidente della consulta del personale tecnico-amministrativo Giacomo Guaraldi, il prorettore della sede di Reggio Emilia Giovanni Verzellesi, il prorettore vicario Gianluca Marchi.
Per il rettore, all'esordio del suo mandato di sei anni, l'inaugurazione è stata l'occasione per lanciare un piano programmatico per i prossimi anni e ricordare l'avvio delle iniziative già intraprese, a partire dal tavolo tecnico con gli studenti già insediato. Intanto, tutti i corsi di studio sono partiti in modalità a distanza e, al 25 marzo, risultava attivo il 95% degli insegnamenti. Sono stati svolti inoltre 1.200 esami di profitto e diverse sessioni di laurea in modalità telematica, che hanno permesso a oltre 250 neolaureati di conseguire il proprio titolo. E se "Unimore è oggi una comunità accademica, cresciuta impetuosamente, costituita da più di 30.000 Persone", ha aggiunto
porro sul tema 'affollamento' in agenda da anni, proseguono comunque gli investimenti su docenti e nuovi spazi. "L'obiettivo nel corso del mio mandato, ambizioso ma raggiungibile, è mettere a disposizione di studenti e docenti e, per alcuni edifici, della cittadinanza- ha continuato il rettore- almeno una nuova struttura per anno a partire dal 2021. Tuttavia, per rinnovare adeguatamente le strutture edilizie di unimore sarà indispensabile la collaborazione con le autorità civili e religiose, le associazioni di categoria, le aziende sanitarie, le fondazioni di origine bancaria e non del territorio, i privati. Con tutti questi soggetti è in atto un fruttuoso dialogo .
L’INTERVENTO
CARLO ADOLFO PORRO
Unimore ha saputo reagire all’emergenza Covid-19 con rapidità e grande spirito di adattamento, accelerando la transizione verso un “ecosistema digitale” che, mediante lezioni, esami, sessioni di laurea ma anche un inedito progetto di orientamento continuativo on-line, consente di mantenere ben salde le relazioni e di avviarne di nuove.
L’emergenza finirà - ci auguriamo in tempi rapidi, ma le ferite saranno certamente profonde - e il nostro pensiero oggi non può che andare ai defunti e alle loro famiglie, ai pazienti ricoverati e al personale medico e paramedico che, con grande sacrificio personale ma anche con esemplare spirito professionale, assiste i malati.
Unimore è oggi una comunità accademica, cresciuta impetuosamente, costituita da più di trentamila persone.
Quanto avvenuto in anni recenti ha fatto chiaramente emergere la necessità di investire sia a favore del personale sia a favore della popolazione studentesca, impegnandoci in particolare a supportare studentesse e studenti con un’offerta di servizi coerente alla domanda.
Muove in questa direzione la recente istituzione di un “Tavolo tecnico per i servizi agli studenti”, costituito su base paritetica, cui è demandato il compito di avanzare proposte di miglioramento dei servizi e della comunicazione, di potenziamento dei meccanismi di inclusione, di premialità, nonché del senso di appartenenza alla comunità accademica.
Un obiettivo primario da conseguire nei prossimi anni è promuovere strategie che rendano Modena e Reggio Emilia autentiche città universitarie, attrattive e ospitali nei confronti degli studenti e dei ricercatori di tutto il mondo; allargando lo sguardo, in prospettiva, credo si debba parlare, più ampiamente, anche di territori universitari.
Elementi fondamentali per raggiungere questo traguardo – che oggi presenta alcuni evidenti aspetti di criticità – sono la disponibilità di servizi, di alloggi e di strutture didattiche e di ricerca adeguate alle aspettative della popolazione studentesca, del personale a contratto e del personale docente, ricercatore e tecnico-amministrativo.
Per il medio-lungo periodo sarà quindi necessario delineare un piano strategico, che consenta di mettere a disposizione di studenti e docenti e, per alcuni edifici, anche della cittadinanza almeno una nuova struttura per anno a partire dal 2021.
L’appello che rivolgo a tutti, ma in particolare al mondo politico nazionale e ai nostri territori, è che occorre investire di più sull’alta formazione e sulla ricerca.
Investire sull’Università e permetterle di incrementare il numero di laureati di qualità significa credere nel futuro dei nostri giovani e del nostro paese.
Non esitate, non esitiamo, a farlo, anche in questa fase così difficile e incerta: servono pensieri lungimiranti e azioni concrete da subito. —
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