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Dalla Caserma Garibaldi alle Fonderie gli angoli di Modena in attesa di rinascere

Stefano Luppi
Dalla Caserma Garibaldi alle Fonderie gli angoli di Modena in attesa di rinascere

Per alcuni edifici storici da anni si parla di svolta che non è mai arrivata. E poi ci sono i casi di palazzi recenti abbandonati

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Ogni città in Italia annovera luoghi importanti nella sua storia che oggi non riqualificati o addirittura abbandonati, fatiscenti, lasciati morire. Anche Modena non è esente, presenta molti casi del genere mentre al contrario qualche “nodo” l’ha risolto o annunciato di farlo. È il caso dell’ex caserma Manfredo Fanti, che dopo anni di attesa ha finalmente trovato un’acquirente.

Guardando agli spazi conosciuti in centro e periferia c’è un po’ di tutto sotto la Ghirlandina. Partiamo dal caso limite, quello più urgente anche se il Demanio statale che è proprietario su questo aspetto latita. Accanto alla Fanti appena venduta c’è infatti la molto più ampia ex caserma Garibaldi, parte dell’ex monastero benedettino di San Pietro. Ora i monaci gestiscono la chiesa e una “piccola” parte del monastero, il resto è demaniale e appunto cade letteralmente a pezzi.

Dopo avere ospitato, fino agli anni ’90, funzioni militari oggi ospita animali morti, sbandati e incuria. E manca un progetto che possa salvare il complesso. Ancora più in centro in Sant’Eufemia c’è l’ex caserma dei carabinieri attigua alla chiesetta omonima. Qui lo stato dell’immobile è migliore con una situazione però ancora non fluida nonostante gli sforzi del Comune. Pochi mesi fa, infatti, il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha parlato di “uno studentato universitario” a fronte dell’accordo dell’aprile 2019 chiuso con la statale Cassa depositi e prestiti e altri enti. Il vicino Palazzo Solmi in via Emilia vede ancora sospeso il suo restauro mentre non va purtroppo meglio la condizione l’ex monastero delle suore domenicane a due passi da piazza Roma. Si tratta di uno straordinario spazio del XVII secolo di oltre 17 mila metri quadrati comprendente tre cortili, due chiese e un chiostro interno. Vuoto da ormai molti anni, a serio rischio, e da tempo in vendita per una decina di milioni di euro. Si salvano anche edifici del ‘900. È giunta al terzo e ultimo stralcio la riqualificazione dell’ex Diurno di piazza Mazzini dopo quarant’anni di abbandono mentre all’opposto soffrono i cinema.

Vero è che l’ex Cavour diviene una mensa, ma basta andare all’ex Olympia di via Malmusi per vedere l’opposto. Il cinema occupato poi liberato mesi fa, tristemente cade in pezzi, senza sapere che farne dopo un’asta andata deserta. Invece si è ipotizzato - ma dal progetto partecipato sono ormai passati oltre tredici anni - il salvataggio almeno di una parte dell’ex fabbrica storica ed ex discoteca “Fonderie Riunite”. Si dovrebbe partire nel prossimo giugno, aveva annunciato il Comune alcuni mesi fa, con i lavori di restauro e riqualificazione della palazzina del complesso industriale (43mila metri quadrati) per trasformarla nella sede dell’Istituto storico e nel futuro polo del “Distretto per l’Accelerazione e lo Sviluppo della tecnologia (Dast)”. Un altro salvataggio, al momento ipotizzato, riguarda l’ex fabbrica De Tomaso da molto tempo in abbandono. Pochi giorni fa per questi spazi di viale Virgilio si è fatta avanti la Cosmo spa di Teramo proprietaria del noto marchio di calzature “Globo”. Situazione al limite invece per altri luoghi simbolo: il direzionale Manfredini di via Formigina ormai langue pericolosamente abbandonato mentre è un colabrodo l’ex albergo Holiday Inn in autostrada. —



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