Diario dalla zona rossa di Modena /4 La decisione obbligata: si va al supermercato...
MODENA
Ore 8.00 – La decisione
Apro il frigorifero per prendere burro e marmellata per la colazione: vuoto! Deciso: oggi pranzo veloce e poi … SPESA!! Spesa “fisica” perchè per fortuna per tre settimane siamo riusciti a fare la spesa on line, ma ormai è quasi infattibile: tempi di consegna lunghissimi e necessità di mettersi davanti al computer a mezzanotte per accaparrarsi l'ultimo posto libero! Non ce la posso fare …
Ore 13 – Via libera!
Chiamo mia mamma: dalle finestre di casa sua scorge il supermercato e mi dice: “Poca fila … corri!” Dopo qualche minuto arrivo al parcheggio del supermercato: indosso la mascherina ed i guanti, scendo dalla macchina, mi avvio a prendere il carrello, l'ansia è già a 1000 … coda lunghissima, tempo stimato almeno un'ora e mezza! L'ansia continua a salire e chissà la pressione! Mi posiziono a distanza di 2 metri dalla persona che mi sta davanti, almeno 1 metro dice la normativa ma meglio essere prudenti, e rivolgo sguardo di ordine tassativo di 2 metri anche al povero anziano che mi sta dietro! Il carrello diventa il separatore tra me ed il resto del mondo ...
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Ore 13.30 – Le Esaurite
Tento di scrivere sul gruppo whatsapp de “Le Esaurite”, gruppo di famiglia rigorosamente tutto al femminile, meravigliosamente da Nord a Sud ... ma il display è inondato dalla luce, la mascherina mi copre parzialmente gli occhiali che si appannano con il mio respiro e con i guanti non riesco a digitare... Non ce la posso fare! Invio messaggio di interminabile coda … e subito risponde mia mamma con il suo tracotante “Compra di tutto e di più cosi non ci torni” ! Per fortuna interviene mia zia con il suo pacato pragmatismo: “Calma, Miriam, sii paziente!”.
Ora 14.00 - A 2 m di distanza
La fila procede molto a rilento, giustamente, io cerco di placare la mia ansia pensando che siamo all'aperto ed, ogni volta che procediamo, controllo rigorosamente la mia posizione, avanti indietro e di fianco, si perchè ci sono quelli che si infiilano, perchè devono passare, perchè ti chiedono quanto dura la fila … Non ce la posso fare! Sento il cellulare che vibra nella tasca: su “Le Esaurite” mia cugina, per deformazione professionale, mi chiede: “Hai posizionato bene la mascherina? Deve coprire bocca, naso e mento!” Mi guardo nelle vetrate del supermercato, la mascherina è ok, mi copre anche gli occhi!! Con tutta quest'ansia mi sono dimenticata: devo scattare qualche foto per questo articolo, altrimenti poi Diego mi sgrida! Con la mia solita nonchalance inizio a fotografare .. mi accorgo, dietro l'obiettivo, che la situazione è surreale: una lunga coda di persone con mascherine e guanti, a debita distanza, in fila per entrare in un supermercato … chi l'avrebbe mai immaginato!
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Ore 14.30 – Il momento della socialità
Nonostante tutto questo, nonostante la mia proverbiale sociopatia freudiana, nonostante le norme e le sanzioni, vince Aristotele (“L'uomo è un animale sociale”) e così due donne davanti a me iniziano a raccontarsi la loro vita, le loro paure di questi giorni, il cambiamento di abitudini … e poi dal cellulare di una ragazza l'inno di Mameli ...
Ore 15 - Io, la donna delle file
Messaggio su “Le Esaurite” della mia cugina creativa: “Daje Miriam, ti chiameremo “La donna delle file”!” Rido, rido dietro la mascherina, mi si appannano di nuovo gli occhiali, ma non mi interessa, continuo a ridere da sola … Guardo verso la porta di entrata del supermercato, un miraggio, e dopo qualche minuto, il segnale di consentito accesso!! Via! Ora inizia la parte più dura: io ansiosa claustrofobica, chiusa in supermercato ai tempi del Coronavirus, con gli altoparlanti che ripetono incessantemente “Osservare la distanza di un metro”! Mi faccio coraggio, estraggo dalla tasca la mia lista rigorosamente scritta a reparti e procedo … il carrello è al massimo del carico ammissibile, ma io decido comunque di infilare altri prodotti in una borsa, non so se il carrello reggerà questa prova di carico!
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Ore 16 – L'umanità dietro la mascherina
In questo mio ansioso procedere, scorgo da lontano la mia amica Giulia e allora abbandono ogni difesa: eh sì, in questo momento ci rinosciamo umani, anche dietro la mascherina, anche ad un metro di distanza, anche attraverso le urla di un veloce “Come stai, come state?” ...
Ore 17 – L'affetto dalla finestra
Esco dal supermercato, cercando di manovrare un carrello stracolmo e traballante, vado a consegnare la spesa a mia mamma, anziana immunodepressa: sono in giardino, sempre con guanti e mascherina, mia mamma è alla finestra, mi saluta ed io inizio le mie solite battute scherzose per nascondere quella voglia di correre da lei, di abbracciarla, di parlarle vicino, vicino, senza limiti di tempo e di spazio ... Non posso, risalgo in macchina, ingoiando ancora una volta lacrime amare …
Arriva il messaggio di mia cugina: “Insomma il prossimo articolo te lo stiamo scrivendo noi oggi!” Anche questa volta la chiassosa creatività del Sud mi ha strappato un sorriso, dietro la mascherina, bagnata di lacrime ... grazie Esaurite!!
MR
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