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Modena. Il rettore Porro inaugura in streaming il nuovo anno accademico di Unimore

Stefano Luppi
Modena. Il rettore Porro inaugura in streaming il nuovo anno accademico di Unimore

 La prima immagine, con il rettore Carlo Adolfo Porro alla cattedra dell’aula magna in toga bordata di ermellino, restituisce l’idea di una normale cerimonia di inaugurazione. Ma l’apertura dell’844esimo anno accademico di Unimore, quello 2019-2020, di normale ha ben poco.

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MODENA- La prima immagine, con il rettore Carlo Adolfo Porro alla cattedra dell’aula magna in toga bordata di ermellino, restituisce l’idea di una normale cerimonia di inaugurazione. Ma l’apertura dell’844esimo anno accademico di Unimore, quello 2019-2020, di normale ha ben poco.

Ai tempi di Covid-19 anche il momento più solenne della vita universitaria, «una comunità di più di 30mila persone», si deve adeguare: la cerimonia ufficiale, per la prima volta nella lunga storia dell’ateneo, finisce in streaming sulla tv interna.

Il rettore, con l’aiuto di un operatore, interviene in diretta video dall’aula magna. Indossa la toga, non la mascherina. Tutti gli altri partecipano da casa, in abiti “civili”, raccontando l’Unimore attuale e futura.

Si parte alle 10.30 con l’inno degli universitari: il Gaudeamus igitur. Segue il discorso di Porro, il primo del suo mandato, e il rettore ne approfitta per illustrare il suo piano programmatico e le iniziative intraprese ai tempi della pandemia. Parla della «transizione verso un ecosistema difitale» e cita i numeri: 95% di insegnamenti attivi online, 1200 esami di profitto, 250 lauree nonché, pensando ai futuri studenti, orientamento online sul sito web. Si sofferma sulla volontà di incrementare il numero di laureati e laureate. Ricorda gli studenti all’estero. Ma, soprattutto, sottolinea la volontà di rendere Modena e Reggio vere città universitarie risolvendo le due criticità maggiori: residenze e posti letto a prezzi accessibili nonché strutture didattiche e di ricerca più ampie. «L’obiettivo ambizioso ma raggiungibile del mio mandato è mettere a disposizione una nuova struttura edilizia all’anno a partire dal 2021». Poi, dopo aver ringraziato medici e infermieri e manifestato vicinanza ai malati e ai familiari degli scomparsi, il rettore lancia il suo appello. Tanto più urgente in questa fase così drammatica: investire sull’Università, e quindi sul futuro dei giovani e dell’Italia, da subito. «Oggi servono pensieri lungimiranti e azioni concrete».

La trasmissione è pressoché perfetta. Neppure una sbavatura. Annunciati da una voce fuoricampo, intervengono il presidente della Consulta del personale tecnico amministrativo Giacomo Guaraldi che sottolinea la voglia dei dipendenti di acquisire «competenze più trasversali in campo informatico e linguistico», il prorettore della sede di Reggio Giovanni Verzellesi che si sofferma sulle linee guida per la ricerca e il prorettore vicario Gianluca Marchi che rivendica l’acuita sensibilità rispetto ai temi di terza missione.

Interviene da casa anche la presidente della Conferenza degli studenti, Laura Simoni, che, dopo aver ricordato Giulio Regeni, ucciso in Egitto, e l’egiziano Patrick Zaky, ancora detenuto, si collega idealmente all’appello del rettore: «Da questa emergenza abbiamo potuto comprendere l’importanza di investire nell’istruzione universitaria insieme ai tanti altri fondamentali ambiti, come l’ambiente, che fino ad ora non sono stati purtroppo la priorità». Non basta: «Cambiamo la prospettiva con la quale ci approcciamo all’emergenza per vederla non solo come un male ma anche come un’opportunità: un’importantissima occasione di ripartenza attraverso la quale tracciare una riga sugli errori del passato». —


 

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