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Parchi da ripulire e gruppi ambientali: il sabato pomeriggio di Anna e i suoi amici

Gabriele Farina
Parchi da ripulire e gruppi ambientali: il sabato pomeriggio di Anna e i suoi amici

La studentessa del Fermi lancia la sua iniziativa ambientale «C’è troppa indifferenza e il verde pubblico è pieno di rifiuti»

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IL RACCONTO

Gabriele Farina

Il sabato pomeriggio? Con gli amici, ma a pulire il parco. È la sfida alcuni mesi prima dell’emergenza Covid con relativi divieti di assembramento e frequentazione aree verdi aveva deciso di lanciare Anna Bertacchini, nonantolana, 18 anni.

La giovane, studentessa del Fermi, ha deciso di dare vita a un movimento civile per l’ambiente.

«Da tanti anni sono veramente sensibile al tema - spiega la studentessa - lo sento molto. A un certo punto, ho deciso di creare un’attività che desse uno spunto anche agli altri. Così mi sono messa a chiedere a diverse persone se fossero interessate a creare un gruppo che andasse a fare la pulizia nei parchi, che partecipasse a conferenze e a gite».

Al primo appello hanno risposto le amiche Sofia Bardi e Chiara Saltini. Il trio ha iniziato a organizzare uscite già dallo scorso settembre. Inoltre, ha convogliato le energie mediatiche nella pagina Instagram “green_cleaner_”.

«Il nome è provvisorio e pensiamo di cambiarlo», spiega la Bertacchini. Il sottotitolo è indicativo. Un appello a fare la differenza («Make the difference») con un cuore, rigorosamente verde. Segue un messaggio forte: «L’indifferenza uccide». Un’indifferenza che le studentesse e gli studenti riscontrano nel quotidiano. «Abbiamo lanciato un movimento di sensibilizzazione perché c’è ancora molta indifferenza - dice la giovane ideatrice - la gente parla ma poi alla fine fa poco di concreto. Molti preferiscono ancora uscire in centro il sabato pomeriggio per fare altro piuttosto che partecipare a un’iniziativa di pulizia nel parco». L’indifferenza non scoraggia i partecipanti. Da settembre si rimboccano le maniche. Scelgono un parco. Indossano i guanti. Prendono un sacco nero a testa. Iniziano a pulire. I sacchi si riempiono di materiale diverso, talvolta insospettabile. L’ultimo sabato di febbraio oltre venti volontari si sono dati appuntamento al parco della Pace di Nonantola. Tra i partecipanti studenti e cittadini comuni. Insieme hanno raccolto «1600 mozziconi e non solo…», come riconosciuto sulla piattaforma social. I punti di sospensione sono svelati da Bertacchini. «Troviamo bottiglie piene d’urina e di alcol - prosegue la giovane - cicche e siringhe, oltre a plastica e carta di ogni genere, da quelle delle merendine a quelle delle caramelle. Ci sono anche oggetti abbastanza inquietanti». Oggetti raccolti e poi conferiti nei cassonetti, come avrebbero dovuto fare i proprietari. Nei circa sei mesi di attività, il gruppo ha già collaborato con realtà più consolidate come Legambiente. La giovane apprezza l’esempio di Greta Thunberg, riferimento planetario del movimento Fridays For Future. Ha partecipato a eventi come lo sciopero globale per il clima, alternando così l’azione alla manifestazione. «Si dice che dietro a Greta Thunberg vi sia qualcuno - riconosce Bertacchini - o che sia tutto un movimento falso. Si sentono informazioni di ogni tipo. Per me è una persona che manda un messaggio positivo. È un simbolo che manda positività». L’attivista svedese ha lanciato un appello per restare a casa in questi giorni. Un appello a cui rispondono i giovani, sperando di rimettersi presto in moto. «La prossima attività che intendiamo fare è richiedere un terreno comunale - anticipa Bertacchini - in cui piantare alberi. Vogliamo lasciare qualcosa di nostro». —

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