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Rinascita Locale: «Cemento amianto nella rete idrica»

Saverio Cioce

Il gruppo di minoranza chiede al Comune controlli con campioni dell’acqua e sostituire i tratti più vecchi

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SAN CESARIO

«Che si aspetta a cambiare la tubatura che serve l'acqua ai sancesariesi visto che è stata costruita con un materiale contenente amianto e che comincia a degradarsi? Quanta di quella roba finisce per uscire dai nostri rubinetti e finire nelle nostre pentole?». Dette molto seccamente sono queste le due domande il gruppo di Rinascita Locale ha posto nella mozione inviata al sindaco Zuffi. Un documento analogo, presentato lo scorso settembre, scatenò la bagarre in consiglio e fu bocciato in un crescendo di accuse reciproche. Ora, in vista della Giornata Nazionale dell'Acqua, viene ripresentata fornendo anche i dati ufficiali di Hera. «I numeri i che abbiamo a disposizione – spiega il consigliere della lista di minoranza Mirco Zanoli, che è anche vicepresidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto – dicono chiaramente che nei 12 km della condotta dell'acquedotto che serve San Cesario ci sono tantissimi tratti in cemento amianto, un materiale che ha un ciclo di vita tra i 30 e i 50 anni. Dopo comincia a sbriciolarsi, a sfarinarsi, con un deterioramento che può consentire il rilascio di fibre di amianto. E sulla pericolosità di questo materiale, come causa scatenante per i tumori, non c'è da decenni nessuna contestazione; anche la legge italiana da alcuni anni ne vieta la vendita. Bene, tanto per restare a San Cesario, va ricordato che nel biennio 2016-2018 nel nostro paese ci sono stati ben 60 interventi di manutenzione, parte dei quali dovuti alle riparazioni. Eppure già dal 2004 in un decreto è scritto, nero su bianco, che l'amianto è causa di possibili tumori all'apparato gastro-intestinale. Tra l'altro il piano dell'Unione Europea prevede lo smantellamento di ogni struttura in amianto entro il 2028». La mozione chiede che “il Comune si faccia carico, subito, di una mappatura delle condutture con amianto, procedendo alla loro rimozione secondo protocolli di sicurezza che diminuiscano la dispersione nell'ambiente. Ci sono questioni economiche? Ma niente è importante quanto la salute: possiamo sperare in un piano di bonifica, con tempi certi, partendo dai tratti più danneggiati?...”. La lista Rinascita Locale chiede anche di coinvolgere nell'operazione di controllo e verifica dei campioni d'acqua anche le autorità sanitarie di Provincia e Regione. —

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