Il polo logistico di Amazon va avanti Il sindaco: «Urge creare posti di lavoro»
IL PIANO
SPILAMBERTO
Il polo logistico di Amazon si farà. Su questo non ha alcun dubbio Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto, che non ha intenzione di fermare quello che, secondo lui, è un «progetto necessario». «Il polo sorgerà nel luogo che abbiamo stabilito. Nelle prossime settimane – spiega- uscirà il permesso per costruire, poi chi è titolare avrà tre anni per realizzarlo. Non si può tornare indietro, è tardi». Già a gennaio si stavano attendendo i permessi, poi tutto ha subito un arresto a causa dell’emergenza coronavirus. Ma il primo cittadino assicura: «Stiamo andando avanti, ci sono stati solo alcuni rallentamenti dal punto di vista burocratico, ma entro breve dovremmo risolvere tutto». E non è tutto: Costantini appare ancora più determinato nella sua scelta che, secondo lui, sarebbe ancor più necessaria di prima. Contro il polo, infatti, nei mesi scorsi si è schierato il Comitato più Ossigeno, che, al centro del dibattito ha portato i 440 posti di lavoro che la costruzione dovrebbe assicurare: a preoccupare la portavoce Maddalena Vandini e i suoi, sono le condizioni di lavoro dei dipendenti di questi poli, oltre all’avanzare della robotica: «Quanto dureranno queste assunzioni? Amazon sempre più spesso sostituisce con le macchine la manodopera». Su tale questione non tarda ad arrivare la risposta di Costantini: «Più che pensare alla sostituzione degli uomini con la tecnologia, penso all’importanza di farli specializzare nell’usare strumenti sempre più sofisticati. Inoltre penso a dare adesso posti di lavoro, in modo che più famiglie possano permettersi di pagare l’università ai figli o di pagare il mutuo». E aggiunge: «Dopo che sarà finita quest’emergenza, ci sarà ancora più bisogno di creare posti di lavoro. Quindi non ho intenzione di tornare indietro. Il Comitato mi ha chiesto delle risposte e io gliele ho date: resto sul no». Tra le principali preoccupazioni del Comitato, poi la questione dell’impatto ambientale: «Il sindaco – continua Vandini – dice che una variante di dieci anni fa dava la possibilità di costruire, in quell’area, una quarantina di capannoni, il che è vero. Ma di fatto, in questi anni, ne sono sorti solo due, invece il polo logistico è reale e andrà ad impattare realmente sul territorio». Inoltre, intorno al polo, prosegue: «Ruoteranno più di 2000 veicoli con un consistente aumento di traffico ed inquinamento». Anche su questo aspetto, il sindaco risponde: «La loro obiezione sarebbe stata valida negli anni in cui si è scelto di trasformare quel terreno da agricolo a produttivo». Secondo Costantini, infatti, il mercato sarebbe cambiato, e non ci sarebbe più la richiesta di costruire piccoli capannoni (come i quaranta a cui fanno riferimento dal comitato): le aziende avrebbero bisogno di costruzioni più grandi come. Che, tra l’altro, a detta del sindaco porterebbe un vantaggio: 40 mila metri quadri edificabili rispetto ai 56mila complessivi del piano originale. Nessuna delle azioni messe in campo dal Comitato Più Ossigeno, da una petizione con oltre 450 firme, alla richiesta di un referendum, a un flashmob, è riuscita a scalfire, finora, la posizione del primo cittadino, che conclude: «Proseguo con più determinazione di prima». —
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