Gazzetta di Modena

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la storia 

Matrice celtica di appendere la testa dei nemici

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Secondo gli studiosi, le margolfe hanno matrice celtica: derivano dall'usanza che avevano nei IV secolo a.C. i liguri friniati, antenati dei fiumalbini, di appendere la testa dei nemici uccisi davanti casa. Per indicare a eventuali malintenzionati che avrebbero fatto la stessa fine. Col tempo per fortuna le teste sono diventate di pietra, in certi casi dai lineamenti beffardi, in altri spaventosi. A Fiumalbo, in località Cà de Gabani (al Versurone) è scolpita su muro la più arcana e paurosa che esista: una margolfa dai denti di lupo che si prolungano sulle labbra. La più famosa è invece quella “della Danda”, posta in paese: da una parte testa di un guerriero ligure con elmo e baffi, dall'altra corpo del Dagda (da cui la località Danda) antica divinità preromana abitante dei boschi, dalla pancia e dall'appetito smisurato.

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