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Modena. Violenza sulle donne «Sparite le telefonate ai centri di aiuto. Fatto preoccupante»

PAOLA DUCCI
Modena. Violenza sulle donne «Sparite le telefonate ai centri di aiuto. Fatto preoccupante»

Rosanna Bartolini del Direttivo della Casa delle Donne di Modena e presidente dell’omonima Onlus lancia l’allarme anche a livello locale

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MODENA  «Sono sparite le telefonate ai Centri Antiviolenza” - afferma preoccupata Rosanna Bartolini che fa parte del Direttivo della Casa delle Donne di Modena ed è presidente della omonima Onlus contro la violenza, e aggiunge - “La convivenza forzata di questo periodo, senza soluzione di continuità, con il maltrattante che sia padre, marito, fratello, o altro, da un lato espone la donna ad un elevatissimo rischio per la propria incolumità psicofisica, nonché i figli minori al rischio di violenza assistita; dall'altro limita, fortemente, le richieste di aiuto delle donne. Questo calo quindi non può che allarmarci, poiché siamo tutti ben consapevoli che la violenza domestica non ha rallentato, anzi, si veda per esempio il caso accaduto due giorni fa a Furci Siculo in provincia di Messina, dove ancora una volta, una giovanissima donna è stata strangolata dal fidanzato”.

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Questo tipo di emergenza, che purtroppo rispecchia il trend su scala nazionale, confermato anche dall'Associazione D.i.Re (Donne in rete contro la violenza), ha spinto i 14 Centri Antiviolenza aderenti al Coordinamento dell’Emilia-Romagna a fare un appello ai Procuratori delle rispettive province affinché si adottino immediatamente dei procedimenti a tutela delle donne e diano indicazioni precise rispetto alla necessità di operare in maniera che siano le donne stesse a restare a casa con i figli tenendo presente la situazione di paura, timore, isolamento che ora, più che mai, impedisce loro di chiedere aiuto e uscire di casa.

Ciò che il Coordinamento vuole portare all'attenzione dei Procuratori è l’evidente impossibilità per le donne di allontanarsi dalla propria abitazione per sottrarsi alle violenze, per paura di poter essere sanzionate, per paura del contagio per sé ed i propri figli, e perché non sanno oggettivamente dove andare, non conoscendo le risorse che possono esserci sul territorio per la loro ospitalità. Di fronte a queste prospettive è palese dedurre che le donne restino in situazioni di pericolo non avendo alternative.

La conferma di quanto affermato ce lo dimostrano le testimonianze raccolte da quei pochi contatti avvenuti soprattutto con donne che già prima dell’emergenza si erano rivolte ai Centri, che in questi giorni si ritrovano in grande difficoltà e nei casi più gravi in pericolo di vita. “È importante che le Procure valutino l’allontanamento del maltrattante come scelta primaria in un momento in cui le donne sono ancora più sole – sostiene con convinzione Serena Ballista - del Direttivo della Casa delle Donne di Modena e presidente dell’Udi - diventa fondamentale che favoriscano, con opportuni provvedimenti, il potenziamento del ricorso,all'allontanamento d’urgenza dell’uomo violento dalla casa familiare confinandolo presso strutture alberghiere requisite in uso temporaneo come previsto dal decreto legge del 17 marzo 2020."

Giovanna Zanolini presidente dell’Associazione modenese Casa delle Donne e del Gruppo Donne e Giustizia sottolinea come anche in tempo di emergenza Covid le associazioni del territorio siano vicine alle donne in difficoltà e fa un appello importante: “Benchè la nostra sede presso l’ex Villa Ombrosa sia materialmente inaccessibile, voglio ricordare a tutte coloro che si sentono in pericolo o anche solo in difficoltà che i Centri Antiviolenza non chiudono poiché sono considerate attività essenziali, come essenziale è il diritto alla vita, lontano da ogni forma di violenza di ciascuno di noi. Tutti i servizi più importanti che abitualmente offriamo sono raggiungibili virtualmente attraverso il sito (donnecontroviolenza.it) e la pagina Facebook, la pagina on line delle Pari opportunità del Comune di Modena, i contatti telefonici e gli indirizzi di posta elettronica. In una situazione di pericolo o di disagio uscire di casa per chiamarci è una condizione necessaria e nessuna donna deve temere di essere multata per questo. Avvocate, psicologhe e counselor dell’associazione continueranno a fornire un supporto e un aiuto a coloro che si trovano in difficoltà così come le operatrici dei Centri Antiviolenza, coordinandosi nei casi più gravi con le Forze dell’Ordine, saranno pronte a valutare e gestire anche le situazioni più gravi e di massima urgenza. Nessuna donna deve sentirsi abbandonata”. —

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