Capannoni dell’ex Galassini: la cessione si è sbloccata
L’intera struttura nelle mani di Tonnies Fleish Italia, azienda del settore carni Il Comune vende la sua parte per 450mila euro e un nuovo magazzino
VIGNOLA
Per i capannoni del fallimento ex Galassini è arrivata la svolta. Dopo un'interminabile vicenda che ha visto intrecciarsi i reati edilizi per una parte dell'ex fabbricato assieme alle vicende giudiziarie della vecchia proprietà, il Comune ha messo un punto fermo cedendo la sua parte ai nuovi compratori, legati alla famiglia degli eredi di Giuseppe Cremonini, già fratello e socio del “re delle carni”, Luigi Cremonini. E pure nel settore delle carni opera la Tonnies Fleish Italia, ramo tricolore del colosso tedesco che ha deciso di ingrandirsi proprio a Vignola. Il trasloco dalla vecchia sede di via Caselline è già stato avviato, almeno organizzativamente, anche se i tempi per la messa a regime del nuovo stabilimento saranno necessariamente più lunghi. Il ginepraio legale è stato tagliato alla radice perchè la Tonnies ha acquistato dal fallimento l'immobile, che ha una superficie totale attorno ai 9 mila metri più mille per uffici. Al tempo stesso ha versato 1,4 milioni di euro al Comune per sanare gli illeciti edilizi che consistevano, in buona sostanza, in una cubatura molto superiore a quella autorizzata. Invece quella parte abusiva del fabbricato, sorta in una particella che era sempre stata agricola, poi sequestrata e mai demolita, è finita in mano al Comune che ne ha fatto il deposito comunale. Il passaggio di mano ha visto un doppio accordo. Da una parte Tonnies Fleish Italia ha pagato al Comune 450 mila euro con l'aggiunta di uno stabile di 1.200 metri quadrati, del valore stimato di 1,5 milioni, adibito a deposito a fianco del municipio, dall'altra la giunta ha dato luce verde alle operazioni che porteranno alla completa regolarizzazione dell'immobile ex Galassini.
La variante approvata, dove non è mancato il voto favorevole del Pd, ha però trovato la fiera opposizione dell'ex sindaco Smeraldi che ha bacchettato Pelloni e pure il sindaco designato Pasini. «La ragione della mia contestazione? Hanno preparato una strada amministrativa che doveva avere un altro itinerario - riassume Smeraldi - Per arrivare allo stesso obbiettivo l'iter burocratico è un altro. Che accadrebbe se prima della fine venisse a saltare qualche passaggio?». Ma Pelloni respinge al mittente le accuse di inesperienza amministrativa: «Ho fatto l'interesse dei vignolesi - sintetizza- Abbiamo ora un magazzino più comodo dove mettere il materiale per le feste, la segnaletica e i macchinari, a fianco del Comune. Il valore dell'intera operazione, tra quello dell'immobile acquisito e i contanti incassati, è attorno ai tre milioni. Non abbiamo violato nessuna legge e i fabbricati ex Galassini serviranno come sede per un'importante insediamento che porterà occupazione. Se a qualcuno tutto questo non va bene ce ne faremo una ragione. Indietro non si torna». —
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