Si punta a fondi europei per riuscire a salvare la Villa di Ciro Menotti
Incontro del sindaco Tosi con l’ente “Case della Memoria” «Quella dei bandi della Ue è la strada migliore da seguire»
Stefania Piscitello /FIORANO
Intervenire su Villa Moreali-Menotti, luogo fondamentale nella storia del territorio fioranese, sembra essere sempre più necessario – e sempre più difficile – viste le condizioni in cui la villa versa. Condizioni precarie, anche se, spiega il sindaco Tosi, «non è compromessa, al momento, la situazione esterna». Per trovare possibili soluzioni, il primo cittadino ha incontrato Adriano Rigoli e Marco Capaccioli, rispettivamente presidente e vice-presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, che si preoccupa di salvaguardare il valore testimoniale di luoghi storici legati alla memoria di grandi personaggi e conta tra i propri associati 78 case-museo in tutta Italia, 18 in Emilia Romagna, tra cui Casa Enzo Ferrari, Casa Luciano Pavarotti e ancora le case Giorgio Morandi, Giosuè Carducci, Giovanni Pascoli e Pellegrino Artusi.
Al centro dell’incontro, il destino di Villa Menotti, tema che sta a cuore all’amministrazione, vista l’importante legame del territorio con il patriota risorgimentale Ciro Menotti al quale, tra l’altro, sono intitolate la piazza sede del municipio e la scuola primaria di Spezzano.
Ma non solo: la tomba del patriota si trova presso la chiesa parrocchiale di Spezzano. Tuttavia, spiega il sindaco, «attualmente la società immobiliare proprietaria di Villa Menotti è stata messa in liquidazione, in seguito all'inevitabile deprezzamento del terreno e della villa, a causa dei vincoli posti dalla Soprintendenza». I rappresentati dell’associazione Case della Memoria hanno proposto di cercare di coinvolgere gli imprenditori locali, chiedendo loro di impegnarsi per salvare l’immobile, valorizzandolo e facendo così che anche le generazioni future abbiano la possibilità di conoscere la storia di Menotti. Un passo, questo, che però, secondo Francesco Tosi, sarebbe tutt’altro che semplice: «Il coinvolgimento di privati e di imprenditori che acquistino la villa per poi metterla a posto – spiega - è una cosa complessa. Le realtà del territorio fanno già parecchio a livello di responsabilità sociale, e sono già impegnate in iniziative culturali. È il caso del teatro Carani di Sassuolo, questione in cui sono coinvolti imprenditori di Fiorano». Per salvare la villa, quindi, è necessario percorrere altre strade, e l’amministrazione si è già attivata per trovare altre possibili soluzioni. «Abbiamo incontrato - racconta Tosi - alcuni rappresentanti del Comitato di Modena dell'Istituto per Storia del Risorgimento italiano, di cui fa parte anche un discendente di Ciro Menotti, Vittorio Menotti. Li abbiamo aggiornati sull’attuale situazione dell’immobile e sul fallimento dell’azienda proprietaria». L’incontro, poi, si è soffermato sulle possibili strade da percorrere per valorizzare l’immobile: «L’ideale – conclude Tosi – sarebbe riuscire a trovare finanziamenti europei, partecipando, ad esempio, a bandi». La volontà di salvare Villa Menotti c’è: le “case della memoria” sono non solo un riferimento per la conoscenza del personaggio storico, ma anche un elemento fondamentale di promozione culturale e turistica di tutto il territorio. —
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