Diario dalla zona rossa di Modena/5 La videochiamata del sabato sera
Ore 15.00 - La videochiamata del sabato sera
Silvia, l'organizzatrice del gruppo, lancia l'idea sul gruppo whatsapp degli amici di una vita
“Perché stasera non ci sentiamo in videochiamata?”: in effetti dall'inizio del #iorestoacasa
ci siamo sentiti singolarmente, ma ancora mai tutti insieme ...
Sembra surreale: di solito il sabato pomeriggio ci si incontra per una vasca in Centro
oppure ci si sente per organizzare la serata: pizza? Gnocco e tigelle? A casa nostra
oppure a casa vostra? Ed i ragazzi? Eh no, questa volta no ...
Dopo due ore e 67 messaggi sul gruppo whatsapp, chiaramente una gran confusione,
capisco solo che la videochiamata è fissata per le 21.30 tramite Skype: mia figlia Lara
commenta “Usate Skype?! Siete vecchi...” Ecco qua, già sistemati!!
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Ore 21 - Trucco e parrucco
Dopo settimane di reclusione, di mancanza di ogni “servizio essenziale” per una donna
(parrucchiere, estetista, shopping ecc. ecc.) e di mancanza di luce sulla pelle, non voglio
apparire proprio uno zombie!
Inizio con un po' di trucco su un viso che definire cadaverico è poco!!
Apro l'armadio: una donna è sempre indecisa davanti al suo armadio ... alla fine infilo un
maglione carino, ma non troppo elegante, l'outfit deve adattarsi al contesto!
Piastro i capelli: ho ricrescita e secchezza ... che tragedia!!
Orecchini e collana per dare un po' di luminosità al viso ed ... il tocco finale, che, come
diceva mia nonna, non deve mancare mai: il rossetto!!
Guardo la mia immagine finale riflessa allo specchio: insomma ho passato tempi migliori,
ma almeno non faccio paura!!
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Ore 21.30 - Davanti alla webcam
E' ora di di partecipare: appena il mio amico Max mi vede, esordisce con “Miriam, scusa,
ma dove pensi di andare stasera? A ballare?”
Ecco questo è Max: ci conosciamo da trent'anni ed è uno dei miei migliori amici, anche se
perfino sua moglie stenta a crederci, in effetti siamo molto diversi, ma le amicizie quelle
vere e profonde, non hanno un perché: sono e basta ...
I primi dieci minuti trascorrono con voci sovrapposte di “Mi vedete?” “Mi sentite?” “Perchè
sei al buio?” “Secondo me la mia connessione non funziona bene” ...
E' surreale, vedo su un monitor gli amici di una vita, ci conosciamo da quando ero una
liceale: abbiamo condiviso abbracci, urla, risate, lacrime, luoghi, tempo ... ed ora
condividiamo tristemente uno schermo, è dura, veramente dura!
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Ore 22.00 – C'è chi ...
Finalmente riusciamo a parlarci senza sovrapporci troppo ed iniziamo a raccontarci ...
C'è chi è addetto al pubblico e vede le persone per le quali è difficile capire l'#iorestoa
casa
C'è chi è in smart working e chi per policy aziendale non lo è ...
C'è chi si è trasformato in un casalingo perfetto ...
C'è chi commenta le pagine di questo diario e chi lo scopre ...
C'è chi si collega da Monza e racconta in poche crude parole quello che sta vivendo ...
C'è chi lavora in ospedale, in prima linea, e che, nonostante il nostro speranzoso
ottimismo, risponde solamente “Va male, va ancora male” ...
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C'è chi non si collega perché sta male ...
C'è chi non si collega perché sta vivendo un lutto ...
Nonostante il nostro tentativo di scherzare, di essere gli amici di sempre, siamo
consapevoli di essere ognuno a casa propria davanti ad una webcam, ma soprattutto tutti,
inevitabilmente, abbiamo la sensazione che ci sia qualcosa che ci sovrasta, un peso del
quale, nonostante tutti i tentativi di difesa, consci o inconsci, umanamente non riusciamo a
liberarci, perché il Coronavirus ha improvvisamente invaso e pervade tuttora le nostre vite,
in tutti i sensi ...
Ore 23.00 – Il desiderio del calore umano
Ci diamo la Buonanotte davanti ad uno schermo, ci baciamo virtualmente, con la
promessa di sentirci il prossimo sabato, assetati di quella normale quotidianità che non
possiamo più condividere e con il desiderio vitale di mantenere quel legame che dura da
una vita ...
Rimango davanti al monitor spento e mi chiedo come sarà quando ci rivedremo: ci
guarderemo dietro una mascherina? Ci siederemo a tavola ad un metro di distanza? E
quando potremo abbracciarci di nuovo? Quando riusciremo a sentire di nuovo il calore
umano ed il contatto della pelle? Quando? ....
MR
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