La missione di Open Fiber Portare Modena nel futuro
L’intervento per la banda ultra larga si inserisce in un percorso avviato con l’accordo firmato dalla Regione Emilia-Romagna, e dalla sua società in house per lo sviluppo telematico Lepida spa, con Open Fiber, che sta già investendo come operatore privato in regione più di 200 milioni di euro.
Questi interventi sono già in corso, o terminati, nelle città di Bologna e quattro comuni dell’hinterland, Parma, Imola, Reggio Emilia, Piacenza, Forlì, Cesena, Ferrara e Ravenna.
Carpi è entrato nel piano 2020, ossia di lavori già in corso mentre Modena e Sassuolo sono alle prese con la firma delle convenzioni che avvieranno i cantieri.
Open Fiber si è aggiudicata i tre bandi di Infratel (Ministero per lo Sviluppo Economico) per la progettazione, la realizzazione, la gestione e la manutenzione della rete a banda ultra larga nei comuni inclusi nelle cosiddette “aree bianche” del Paese, ossia quelle zone in cui finora altri operatori di telecomunicazioni non hanno ritenuto interessante investire, e nelle quali è più marcato il digital divide.
L’infrastruttura realizzata in queste migliaia di comuni resterà di proprietà pubblica, mentre la gestione sarà affidata a Open Fiber per i prossimi vent’ anni.
La rete realizzata da Open Fiber si sviluppa a partire da un PCN (Punto di Consegna Neutro), ossia la centrale da cui si diramano i cavi in fibra ottica e che accende le reti di una serie di comuni ad essa collegati. È quindi fondamentale realizzare queste centrali per fare in modo che la rete, una volta realizzata e collaudata da Infratel, possa essere accesa e messa in vendibilità per tutte le persone che ne faranno richiesta. —
f.d.
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